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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

11 settembre 2017 | 10.43
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Al centro dei giornali in edicola oggi il maltempo e le politiche economiche.

In un'intervista al 'Corriere della sera', Massimiliano Pasqui, dell’Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche, spiega: "L’estate 2017 è stata la più calda dopo quella del 2003, con una siccità di lungo periodo che dura addirittura dall’inverno scorso senza tregua. Tutto questo sta producendo le sue prime conseguenze negative con eventi di ragguardevole intensità".

Al 'Messaggero', Franco Prodi, già ordinario di Fisica dell'atmosfera all'Università di Ferrara, afferma che, "di fronte ai temporali, nella previsione del rischio di alluvioni il principio è che più piccolo è il bacino, più conta la meteorologia, intesa non come previsione numerica basata su equazioni che dipingono situazioni generiche in un futuro di giorni, ma come nowcasting, fondato su immagini in tempo reale di satelliti e radar".

Intervistato dal 'Giorno', il climatologo Vincenzo Ferrara avverte: "Bisogna lavorare in queste settimane per ridurre il rischio: i Comuni che hanno aree a rischio idrogeologico devono darsi una mossa e velocemente, perché a fine ottobre arrivano i problemi seri".

Parlando dell'uragano negli Usa, alla 'Stampa', Sandro Carniel, ricercatore dell’Istituto di Scienze Marine del Cnr a Venezia, precisa: "Con gli strumenti che abbiamo oggi prevedere la traiettoria di un uragano è complicato. Il margine di errore, purtroppo, è sull’ordine anche dei quaranta chilometri. Per riuscire almeno in parte a limitare i danni, dovrebbe essere al massimo di dieci".

Parla delle politiche per il lavoro del Pd in questo scorcio di legislatura, in un'intervista alla 'Stampa', Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera: "Mi riferisco alla stesura del programma, a che tipo di proposte faremo ai cittadini sul lavoro, gli investimenti per l’occupazione, ai diritti civili. C’è anche il tema della formazione delle liste e cosa succede nel caso dalle elezioni non emergesse una maggioranza per governare: una situazione che porterebbe a una coalizione. Una coalizione con chi?".

Il 'Fatto quotidiano' intervista Massimo Bray, direttore generale della Fondazione Treccani: "Se il nostro principale obiettivo diventa come mandare via chi lavora, come vuole fare Macron in Francia con le sue riforme, non faremo passi avanti. Dobbiamo affrontare una grande disoccupazione giovanile: serve un cambio di rotta".

A livello locale, 'Libero' intervista il governatore Pd dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini: "La vitalità nasce da una consolidata tradizione in una terra dove peraltro l’ossatura è data sì dall’industria, ma soprattutto dalla piccola e media impresa. Tradizione che oggi si è rafforzata grazie al Patto per il Lavoro che all’inizio della legislatura, nel luglio 2015, ho proposto a enti locali, imprese, sindacati, università e associazioni del Terzo settore con l’obiettivo comune di raggiungere un traguardo: creare sviluppo e buona occupazione".

In un'intervista a 'Libero', Alberto Brambilla, presidente Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali, afferma: "L' Ape rappresenta un'opportunità in più, un'opzione che prima non esisteva e che inserisce un elemento di flessibilità nel sistema previdenziale". E aggiunte: "Le nostre simulazioni ci dicono che su un anticipo di 6 mesi ha un'incidenza del 3,20%, del 6% sui 12 mesi, del 12,20% sui 24 mesi e del 17% su 24 mesi. Quindi, certo, i costi sono elevati. Ma non dimenticherei che è prevista una defiscalizzazione del 50% sia sull'assicurazione che sugli interessi. Comunque stiamo parlando di una libera scelta. Il lavoratore può decidere se aderire o meno".

In un'intervista alla 'Stampa', don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, dice: "I beni sequestrati alle mafie sono una risorsa per la collettività. Oltre a ricavi e occupazione, generano una crescita morale della società". E aggiunge: "Una delle condizioni per una gestione più efficiente dei beni è il rafforzamento della capacità amministrativa dell’Agenzia nazionale e, insieme, del ruolo di supporto delle Prefetture, che sono da sempre il soggetto istituzionale di riferimento per la risoluzione dei problemi territoriali".

Sulla questione migranti torna, in un'intervista a 'Libero', Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo: "Il 12 ottobre voteremo in commissione la riforma del trattato di Dublino sul diritto d’asilo, spero che la porteremo in assemblea plenaria entro l’autunno. Mi auguro che gli Stati membri facciano passi in avanti e che finalmente si tolga all’Italia l’onere di dover tenere tutti i rifugiati che arrivano".

Sempre a 'Libero', Andrea Margelletti (Centro studi internazionali), sottolinea: "L’arrivo dei barconi è solo la fase terminale del problema. Quello che gli italiani non possono vedere è ciò che accade nelle basi di partenza dell’Africa sub-sahariana. Lì ci sono un paio di criticità di difficile soluzione".

In un'intervista all'inserto del 'Corriere della sera' 'L'Economia', Giuliano Amato, giudice costituzionale dal 2013, parla della crisi apertasi nel 2008: "Quando si arrivò all’apice nel 2011, la Grande recessione aveva lasciato le sue tracce ovunque nel mondo. Per questo il ciclo recessivo è stato molto più lungo. Era diversa invece la situazione nei primi anni ‘90, quando la nostra economia si trovava frenata proprio da tassi d’interesse alti e da un cambio forte in un contesto globale positivo. Quei fattori rendevano difficile alle imprese il finanziamento e le rendevano meno competitive sul mercato internazionale".

Sul fronte europeo, in un'intervista al 'Sole 24 ore', André Sapir, economista senior del think tank Bruegel ed ex consigliere economico di Romano Prodi alla Commissione Ue, rimarca: "Un’uscita disordinata non sarebbe nell’interesse di nessuna delle parti. Sono convinto che Brexit si farà, probabilmente con un accordo transitorio, ma si farà. È vero però che le trattative sono a un punto fermo. Il vertice Ue di ottobre dovrà dare un segnale forte e costringere la premier May a dire con chiarezza che cosa vuole, solo così si potrà uscire dall’impasse".

Intervistato dal 'Giorno', Alessandro Plateroti, vicedirettore del Sole 24 Ore, che sta scrivendo un libro sul fenomeno bitcoin, spiega: "Bisogna fare un tentativo regolatorio in campo finanziario per bloccare la speculazione selvaggia. Non vanno autorizzati futures o altri strumenti speculativi derivati, se non è pienamente identificabile chi li crea, chi li garantisce e chi li utilizza. La speculazione, soprattutto se cavalcata dalla criminalità, può essere la fine dei bitcoin. La questione deve essere affrontata dal G20, perché i rischi sistemici esisteranno presto".

Alla 'Stampa', Craig MacDonald (Aberdeen Standard), dichiara: "Continuiamo a mantenere un atteggiamento costruttivo sui corporate bond, poiché l’inasprimento monetario delle banche centrali sarà graduale, mentre il contesto economico rimane favorevole per le aziende. Tuttavia, date alcune aree in cui i bilanci sono tirati e le valutazioni sono elevate, è importante affidarsi a una selezione titoli disciplinata e un attento controllo del rischio".

In un'intervista all'inserto di 'Repubblica' 'Affari e Finanza': Camillo Venesio, ad della Banca del Piemonte e vicepresidente dell’Abi, sottolinea: "Se guardiamo i nomi delle banche entrate in crisi, ce ne sono di grandi, così come di medie e piccole. Questo significa che non sono le dimensioni a fare la differenza nella capacità di stare sul mercato, ma un mix di competenze che non si improvvisano".

All'inserto del 'Corriere della sera' 'L'Ecomomia', l'imprenditore Michael Dell: afferma: "Prima bisognava insegnare a scrivere e a leggere. Oggi l’educazione deve essere: scrivere leggere e fare codici. Non abbiamo abbastanza data scientist. Bisogna ricordare ciò che dicevamo prima: oggi la nuova economia è capitali, lavoro e dati".

In un'intervista alla 'Stampa', l’amministratore delegato de La Molisana, Giuseppe Ferro, afferma: "Il 35% del fatturato viene dalla vendita dei nostri prodotti all’estero, esportiamo in ottanta Paesi, soprattutto in Canada, Giappone, Brasile, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda. E poi ci sono i Paesi europei. Quando siamo entrati noi nella Molisana l’export ammontava a 4 mila tonnellate, oggi siamo a 34 mila".

All'inserto di 'Repubblica' 'Affari e Finanza', Gabriele Benedetto, ad di Telepass, annuncia: "La novità è che l’auto farà tutto questo senza di noi, mentre noi siamo al lavoro o da qualche altra parte: diventerà insomma una stanza, per di più mobile, delle nostre smart home".

In un'intervista all'inserto del 'Corriere della sera 'L'Economia', Alfredo Altavilla, capo di Fca della regione Emea, spiega l’assenza del suo gruppo al Salone di Francoforte: "La decisione di Fiat Chrysler Automobiles è prediligere la partecipazione al Salone di Ginevra perché è il più rappresentativo, a oggi, in Europa". "Il Salone di Ginevra è neutrale per definizione, il miglior compromesso tra investimento e visibilità. Preferiamo poi, in seconda battuta, i saloni locali, dove si possono vendere le vetture, o quelli con format innovativi, come quello di Torino, che ottiene, ormai, da alcune stagioni, un grande successo di pubblico".

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