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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

19 luglio 2017 | 10.24
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Alberto Vacchi, ceo di Ima, multinazionale emiliana del packaging da 1,3 miliardi di fatturato, ieri ha annunciato il rafforzamento della sua collaborazione con la fondazione per l' innovazione del Mit di Boston. L' imprenditore, in un'intervista al Corriere della Sera, non si spaventa davanti dall' apprezzamento dell' euro rispetto al dollaro. L' export ha sostenuto l' economia negli anni della crisi. Il dollaro debole ora non ci aiuta. "In realtà, per chi si è abituato a stare sui mercati internazionali, non è poi un gran problema. Se il cambio dell' euro sul dollaro arrivasse a quota 1,35 il discorso cambia. Ma una fluttuazione come quella di questi giorni - per chi come noi esporta il 90% della produzione - non cambia la sostanza delle cose. E questo perché durante la crisi, quindi a partire dal 2008, per resistere sul mercato le aziende hanno migliorato la loro competitività".

"Gli indicatori di sentiment del Club The European House-Ambrosetti sulla situazione economica attuale e sulle prospettive per il mercato del lavoro evidenziano un leggero arretramento, e confermano come il nostro sistema non riesca ad accelerare, o quantomeno a tenere il passo con le altre economie dell' Eurozona. Le condizioni di contesto rimangono positive ed è lecito aspettarsi di più. Molti i fattori da considerare. La politica monetaria europea è espansiva. La Bce continua ad acquistare titoli e, al confronto, la Fed impallidisce. I tassi di interesse sono da tempo ai minimi storici, alleggerendo i bilanci pubblici come il nostro che è gravato da elevato debito. Il prezzo del petrolio rimane contenuto tra i 45 e i 50 dollari al barile, che in condizioni normali significherebbe una mini manovra espansiva. Il Pil mondiale è in accelerazione con stime di crescita sopra al 3%, livello che, se confermato, sarebbe il più alto dal 2010". Lo scrive sul Sole 24 Ore Valerio De Molli managing partner di The European House-Ambrosetti.

"Il principio dell'automatismo è controverso nell'acquisizione della cittadinanza". Lo dice lo scrittore e polemista, Pascal Bruckner al Messaggero. "La cittadinanza deve meritarsi. Non basta nascere in Francia o in Italia per diventare francesi. Bisogna aver voglia di esserlo, manifestare il desiderio di far parte della nazione. In Francia, persino la sinistra moderata è d' accordo su questo".

"Siamo vicinissimi al rinnovo del contratto per gli insegnanti,non si tratta di far fare loro pace con il governo ma di un riconoscimento sociale ed economico". La ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli fa il punto con Il Messaggero sulla transizione dalla Buona Scuola al nuovo anno scolastico che si aprirà a settembre. E sul sito del Miur che è andato in tilt dice: "L' anno scorso erano 200 mila e questa volta sono arrivate una media di 150 domande al minuto. Siamo intervenuti immediatamente". Non ci sarà però una proroga, dice Fedeli: "Siamo già al 30% delle domande smaltite, c' è tutto il tempo fino al 25 luglio".

Il neoeletto presidente del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, Domenico Raimondo parla con Italia Oggi della proposta di modifica al disciplinare di produzione che introdurrebbe la possibilità di congelare la mozzarella. "Il processo di lavorazione rimane lo stesso in tutte le sue fasi, soltanto se il prodotto finito non riesce ed essere venduto tutto quanto come fresco, viene congelato per cercare nuovi sbocchi sui mercati".

Andrea Enria a capo dell'Autorità bancaria europea, l'istituzione con sede (ancora) a Londra, in un'intervista a La Repubblica spiega perché le regole europee vanno difese. "La soluzione individuata è positiva: due banche vicine al fallimento sono uscite dal mercato, quel che restava di buono è stato concentrato in un istituto più solido, i crediti deteriorati non pesano più sul settore e gli investitori privati hanno pagato un onere prima dell' intervento statale". Ma non convincono due punti, dice Enria. "Il primo: nella liquidazione (quella con le regole italiane, ndr) nessun creditore dovrebbe trovarsi in condizioni migliori di quelle previste in caso di risoluzione (quella con le regole europee, ndr). Qui sembra essere accaduto. Il secondo: l'Autorità di risoluzione europea ha detto che non c'era l'interesse pubblico per l' attivazione della risoluzione; le autorità nazionali hanno invece valutato che l'interesse pubblico ci fosse, così da giustificare il suo intervento. Sembrano coesistere nozioni diverse di interesse pubblico".

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