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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

16 marzo 2017 | 10.20
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"Gli interessi nazionali sono sempre stati forti, questo è comprensibile. Ma per un futuro davvero sostenibile è il momento di andare oltre. Serve il coraggio di un approccio che però nelle cinque opzioni di Juncker non si vede. Sulle grandi questioni europee la Commissione non fa altro che rilanciare la palla ai singoli Paesi membri. Il che vorrebbe dire andare al massacro. Da Juncker mi aspettavo che mi dicesse come superare il rischio che si blocchi l'intero processo di integrazione. Invece niente di tutto ciò". Così, in un'intervista a 'Avvenire' l'economista Enrico Giovannini.

"Occorre contestualizzare. Le parole di Francesco non credo valgano per il piccolo imprenditore disperato costretto a chiudere, ricorrendo a tutti gli ammortizzatori sociali. Il caso da cui ha preso spunto ieri mi pare assai diverso. Il tema della disoccupazione come grave offesa alla dignità umana era vivo là ed è vivo pure qui in Puglia e in Italia. Per cui Francesco non esagera affatto, quando usa il superlativo assoluto 'gravissimo'". Così, in un'intervista a 'Avvenire', l'arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro e del Comitato organizzatore della 48ª Settimana sociale.

"Marco Biagi era trasversale. Aveva messo la sua intelligenza a disposizione di tutte le coalizioni politiche purché intenzionate a rendere più moderno il mercato del lavoro. Oggi le sue idee corrispondono ancor più alla cultura liberalpopolare, mentre la sinistra sembra intrappolata nella tradizionale rincorsa a chi più si rivela ostile alle imprese". Così, in un'intervista a 'Il Giornale', Maurizio Sacconi, presidente della commissione Lavoro del Senato.

"A partire dal lavoro fatto in questi mesi sulle deleghe vorrei che chi lavora nella scuola potesse d' ora in poi contare sempre di più sul fatto che la nostra non e un' amministrazione sorda. Che siamo disposti ad ascoltare e a prendere decisioni collaborando e dialogando con chi deve attuarle. Fare scelte e il compito della politica. Proveremo a farlo sempre più insieme a chi il cambiamento lo vuole e deve attuarlo. Anche quando lavoriamo su strumenti come la Carta del docente di cui il dirigente parla portando la fase della rendicontazione delle spese come esempio negativo di vessazione burocratica. Noi non vogliamo che i dirigenti si sentano vessati, non vogliamo che la scuola si senta soffocata dalla burocrazia. E proveremo a semplificare. Ricordo però che la Carta e uno strumento giovane: l' applicazione web che consente ai docenti di generare buoni per il loro aggiornamento professionale e stata messa on line a dicembre. E quest' anno e stata prevista eccezionalmente una rendicontazione cartacea per le spese fra il 1° settembre e il 30 novembre. Una scelta importante per evitare che i docenti e le docenti non potessero certificare le spese pregresse. Una procedura che non si ripeterà il prossimo anno, quando la Carta sarà a regime".Lo scrive su 'l'Unità' il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli.

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