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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

07 luglio 2015 | 09.24
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Patuelli (Abi): "Le famiglie stanno cogliendo le opportunità offerte da questa fase di prezzi immobiliari e di tassi dei mutui bassi"

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"Più che come un dramma, dovremmo considerare la situazione greca come un'opportunità per ristrutturare l'Europa e riequilibrare le sue politiche, senza conservare quei dispositivi centrali insostenibili nel lungo periodo. Favorire al meglio un negoziato, restando al fianco della Germania. Bisogna invitare Tsipras a un nuovo tavolo nel volgere di poche ore, in vista di azioni per ristrutturare il debito greco". Così, in un'intervista a 'Avvenire' l'economista Jean-Paul Fitoussi.

"Con la Grexit c'è un rischio contagio per gli altri paesi dell'Eurozona. Il problema è che il campo di azione è veramente ridotto. Escludo che si possa decidere un nuovo piano di aiuti. Forse si potrebbe dare ad Atene più tempo, ma il governo greco dovrebbe dare ampie garanzie sulla realizzazione di alcune riforme". Così, in un'intervista a 'Avvenire', l'economista Klaus Busch.

"La crisi della Grecia sembra avviarsi verso il modello argentino. Ma Grexit, se ci sarà, sarà molto più caro, costerà molto più dell'Argentina. Le conseguenze incombenti sulla Grecia possono intaccare la sua carriera politica. Tsipras è ora più forte, e ha davanti due sbocchi possibili: il modello argentino, e il modello della crisi di Portorico (ndr: il governo portoricano ha annunciato che il suo debito alle stelle "non è pagabile", e che si rifiuterà quindi di onorarlo per sottrarre il Paese a una "spirale di morte"). Tsipras ha fatto un passo molto deciso verso il modello argentino: e questo, nella Ue, è qualcosa di assai poco conveniente per la Merkel". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera' Daniel Gros, direttore del Centro per gli studi di Politica europea.

"Il voto ha stabilito che Tsipras gode del sostegno della maggioranza dei greci. Ma questa non è la soluzione. Ora Grecia e Ue si pongano un obiettivo politico: evitare l'uscita di Atene con un piano sostenibile di riforme e rientro dal debito. Ed è questa la battaglia che farà oggi l'Italia. La vittoria politica di Tsipras lo renderà più forte per muoversi in questa direzione? Me lo auguro. Tocca a lui fare il primo passo". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.

"Sappiamo che le proposte dovrebbero entrare in un disegno organico ed essere compatibili con i Trattati europei. Queste non ci sembrano però difficoltà insormontabili sia perché leistituzioni europee sono attrezzate per elaborare progetti organici sia perché quando c'è stata l'urgenza si è varato il Trattato internazionale per lo ESM poi reso compatibile con quelli europei con una modifica degli stessi. L'Eurozona è nata sulle cooperazioni rafforzate e può farne altre. Il vero problema è quindi di volontà politica ed è qui che si vedrà se l'Eurozona vorrà diventare più forte o più debole. Perché ferma non può stare". Lo scrive su 'Il Sole 24 Ore' l'economista Alberto Quadrio Curzio.

"I nuovi crediti sono in crescita. Il credito al consumo riprende per il 10%. Le famiglie stanno cogliendo le opportunità offerte da questa fase di prezzi immobiliari e di tassi dei mutui bassi: in cinque mesi sono stati stipulati il 60% per cento dei mutui in più rispetto allo stesso periodo del 2014. Voglio sottolineare in particolare questo dato, perché dalla ripartenza dell'edilizia dipende gran parte delle possibilità dell'Italia di superare definitivamente la crisi". Così, in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore', il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli.

"Non potevo fare diversamente. Non c'erano più le condizioni per lavorare. Non potevo più andare avanti. Credo sia stata una scelta responsabile. Spero comunque che il Governo trovi al più presto un'intesa con l'Europa. Chi ha detto che lascerò la Grecia? Ho letto queste cose ma sono false. Sono un parlamentare di questo Paese e continuerò a fare qui il mio dovere. Questa è la mia Patria e chi dice che non ho avuto il coraggio di continuare è solo invidioso. Comunque io non sono un uomo da libri". Così, in un'intervista a 'Il Tempo', Ghiannis Varoufakis, ex ministro delle finanze del governo greco.

"Basta dare denaro ai greci: il loro problema è che non lavorano e che vorrebbero vivere con i soldi presi in prestito. Lo Stato greco è come lo Stato italiano: estrae tantissimo denaro dalla popolazione e dà pochissimi servizi. E' uno Stato parassitario. La Grecia e l'Italia, infatti, hanno un elemento comune e una diversità. L'elemento comune è uno Stato parassitario, molto costoso che impiega molte persone che non fanno il loro dovere. La differenza è che in Italia ci sono tanti imprenditori che lavorano sul serio eco sì tanti operai. In Grecia, invece, non ci sono. Alcuni sono produttivi, ad esempio nel settore del turismo, persone che si occupano di ristorazione e altri, ma sono una minoranza". Così, in un'intervista a 'Il Tempo', l'economista Edward Luttwak.

Mentre, in un'intervista a 'La Stampa', l'ex presidente del Consiglio, Enrico Letta, spiega che "l'Italia deve favorire un accordo perché ha un canale aperto con la Grecia; perché non è la Spagna che non può permettersi la vittoria a mani basse di Tsipras. E all'Italia conviene una soluzione perché è più esposto della Germania in rapporto al Pil; perché ha più bisogno di ripresa, per calmare una situazione sociale ferita; perché, a crisi perdurante, le famose macro-condizioni potrebbero subire una pericolosa inversione".

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