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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

23 marzo 2015 | 09.59
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Tiraboschi: "Le aziende con un sistema di relazioni industriali maturo, sono riuscite meglio di altre a superare le difficoltà".

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"Il potenziale dell'accordo economico-commerciale tra la Ue e il Canada è enorme. La parte su cui è già stato trovato l'accordo, che riguarda principalmente i dazi e la protezione dell'indicazione geografica, fissa una serie di regole che sono fondamentali per il nostro export e la tutela del made in Italy". Così, in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore', Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare.

Al momento abbiamo perso il controllo di un pezzo di industria italiana. Così aumenta la precarietà della struttura economica del nostro Paese. Ma d'altra parte io davo per scontata la cessione di Pirelli ai russi di Rosneft. Quell'operazione fu raccontata come un passaggio di Pirelli verso una public company. Ma non era vero. Ora l'arrivo dei cinesi non mi genera alcun stupore. Certo, noto un'accelerazione di mutamento dovuta al fatto che siamo un Paese che ha ancora tanti asset industriali e che subisce gli effetti di una drammatica caduta dell'economia. Quest'anno il Pil italiano dovrebbe crescere dello 0,6% contro l' 1,3% dell'eurozona. Vuol dire che se noi cominciano a camminare, gli altri stanno correndo". Così, in un'intervista a 'La Repubblica', Giuseppe Berta, docente di storia contemporanea alla Bocconi.

"Il riferimento è agli asset alternativi in via di approvazione a livello europeo e nazionale che possono offrire alle famiglie inedite opportunità di diversificazione, ma anche alle strade che il risparmio può prendere per aiutare la ripresa dell’economia reale. Molte cose stanno cam-biando già adesso. Il panorama dei tassi a zero crea una sorta di al- lineamento tra gli interessi dell’industria e quelli delle famiglie a caccia di rendimenti senza spingere troppo sulla leva del rischio". Così, in un'intervista a 'Corriere Economia', Giordano Lombardo, presidente Assogestioni.

"La recessione prima e la deflazione ora hanno sicuramente contribuito a ridurre i margini di contrattazione. Il fattore occupazione è divenuto preponderante al tavolo delle trattative e le risposte della contrattazione collettiva sono state per lo più orientate al contenimento degli effetti della crisi. Tuttavia, le aziende con un sistema di relazioni industriali maturo, sono riuscite meglio di altre a superare le difficoltà". Così, in un'intervista a 'Italia Oggi Sette' il giuslavorista Michele Tiraboschi.

"Il Jobs Act ha dei contenuti altamente condivisibili. Ho sempre pensato che i posti di lavoro si creano con un mercato aperto. La prima riforma va nella direzione auspicata. La delega fiscale, se passasse come era stata scritta all' origine sarebbe una buona cosa. Invece abbiamo assistito a rinvii, ritardi, ritocchi: peccato, sono queste le cose che all'estero non capiscono di noi". Così, in un'intervista a 'La Stampa', Sandro De Poli, amministratore delegato General Electric Italia.

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