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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

15 ottobre 2015 | 10.16
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"Avremo dei sistemi con biomeccanica molto avanzata che si muovono come noi. Saranno capaci di interagire, saranno morbidi, non faranno male al bambino ma non si faranno male loro. Sarà importante per avere interazione fisica e comportamentale. Ma, forse purtroppo, non avranno mai un modello comportamentale loro: saranno dei super telefonini connessi alla rete e risponderanno ai nostri ordini". Così, intervistato da 'La Stampa', Roberto Cingolani, fisico e direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova sul futuro dei robot nell'industria manifatturiera.

"Gli Stati Uniti rischiano la svolta autoritaria, e l’Europa il ritorno ai nazionalismi che avevano provocato le due guerre mondiali, se non affronteranno i loro problemi economici con un riformismo che metta il sistema al servizio di tutti". L’allarme viene da Robert Reich, professore all’università di Berkeley e segretario al Lavoro durante l’amministrazione Clinton.

Per Reich "l'austerity è stata un errore grave, perché quando la gente è disoccupata non ha senso tagliare le spese pubbliche".

"Squinzi ha uno strano modo di porsi al confronto, le linee guida si scrivono insieme. Il tavolo non è saltato per colpa della Cisl, a luglio abbiamo mandato una nostra proposta che tutela il contratto nazionale ma sposta la produttività sul secondo livello per rendere più pesanti le buste paga". Così il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, intervistata da 'Qn' sulla trattativa dei contratti.

Per Furlan "sono in pista due rinnovi contrattuali (alimentari e chimici) e ci sono le condizioni per chiudere. Va riaperto il tavolo sul rinnovo del modello contrattuale, non si può più aspettare. Altrimenti, interverrà il governo e sarà peggio".

"Non si è discusso molto, al di là delle singole misure, di una visione strategica per il Sud. Le strategie possono essere chiacchiere, certo (e si è detto: zero chiacchiere). Ma un insieme di misure produce ben poco se non è legato da un filo, se non è mirato ad un obiettivo, se non è integrato da una visione". Così, in un intervento su 'Il Mattino', l'economista Gianfranco Viesti.

"Avremo la Legge di Stabilità; vedremo. Ma questi mesi estivi lasciano un’impressione: che dopo l’annuncio -continua Viesti- di una grande iniziativa sul Sud da parte del maggior partito politico italiano, quella che non si sia mai ancora manifestata è proprio la discussione politica. Il Sud non è questione di uno sgravio: è il maggior problema dell’Italia. Sarebbe stato bello sentire qualche parola su come, dopo la grande crisi, le classi dirigenti di questo paese lo vedono; e pensano, progressivamente, di migliorarlo".

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