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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

26 aprile 2016 | 10.37
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"Va bene pure l' allungamento dei tempi di prescrizione dei reati ma attenzione a non trasformare questo provvedimento nello strumento che, alla fine, fa durare di più l'intero processo. E anche sui tempi dell' intervento legislativo sarebbe un errore, ora, correre e reinserire le norme stralciate sulla prescrizione nel disegno di legge sul processo penale in discussione al Senato". Il ministro Enrico Costa (Alleanza popolare) lo dice al Corriere della Sera aggiungendo :"Ritengo che il Guardasigilli Andrea Orlando abbia già portato a casa risultati importantissimi"."Lo schema del disegno di legge varato il 30 agosto del 2014 dal ministro Orlando andava bene: prescrizione congelata per 2 anni dopo la sentenza di primo grado e, poi, per 1 anno dopo quella d'appello. Però a quel testo, stralciato dal ddl sul processo penale, i deputati hanno aggiunto una parte molto significativa sui tempi di prescrizione dei reati contro la pubblica amministrazione. Tempi che si sono sommati agli effetti sulla prescrizione causati dalle pene più severe introdotte con il decreto anticorruzione. Risultato: oltre 20 anni per prescrivere la corruzione".

Alessandro Azzi, presidente di Federcasse, la Federazione delle Bcc dice al Corriere: "Per il credito cooperativo posso dire che con l'input del governo, l' intervento del Parlamento, il ruolo della Banca d'Italia e l' impegno della nostra categoria siamo arrivati alla definizione di una cornice normativa originale, caratterizzante e consolidante una componente importante dell' industria bancaria italiana. Importante anche per come si è arrivati al risultato: non è cosi frequente che una categoria economica o sociale riconosca la necessità di una riforma e contribuisca a proporre le modalità di un nuovo assetto. Per questo l' abbiamo chiamata autoriforma".

Un "mini" piano in quattro mosse per l'occupazione femminile:"Smart-work, welfare contrattato, incentivi, sistema duale di formazione". Lo scrive Claudio Tucci sul Sole 24 Ore annunciando un dossier sul tavolo di palazzo Chigi: "Anche perché l' occupazione femminile non si affronta solo con gli sgravi - spiega Marco Leonardi, neo consigliere economico del premier, Renzi -. Si pensi all' incentivo Fornero, detassazione del 50% per chi assumeva donne disoccupate da sei mesi al Sud, che ha avuto un effetto modesto, molte trasformazioni con un costo di 490 milioni". Anche gli 80 euro del bonus bebè, in realtà, hanno prodotto meno domande del previsto: ne sono giunte 204mila, contro le 303mila stimate (costo 200 milioni). La decontribuzione in chiave Jobs act, aggiunge Leonardi, ha avuto un pò più di successo: quest' anno è confermata, seppure in versione più light (3.250 euro annui per due anni). "Certo, è una misura costosa, ma anche altri paesi hanno incentivi forti: Stati Uniti e Inghilterra, per esempio, aiutano single con figli e nuclei numerosi a basso reddito; in Francia e Belgio ci sono voucher universali per i servizi alla persona, detassati, che pesano miliardi sui bilanci pubblici".

Nessuna guerra tra politica e magistratura. "Assolutamente no, anche perché pregiudicherebbe i passi avanti che abbiamo compiuto finora", spiega in un'intervista a 'Repubblica' il ministro della Giustizia Andrea Orlando. "La guerra non la vogliamo e faremo di tutto per evitarla, ricercando il confronto", assicura il guardasigilli, dopo le dichiarazioni e le accuse ai politici del presidente dell'Anm Piercamillo Davigo. Per Orlando, "si può essere tutti d'accordo su tre cose: vanno cercati più mezzi, vanno introdotti nuovi meccanismi processuali per rendere più rapido il processo, va modificato il meccanismo della prescrizione". Ma è anche vero che "tra i diversi uffici, ci sono performance diverse a parità di leggi e risorse". In particolare, sulla prescrizione "credo sia ragionevole pensare di chiudere entro l'estate" prevede il ministro della Giustizia.

Difende i voucher, Filippo Taddei, responsabile dell' economia e del lavoro del Partito democratico. "Restano un incentivo all' emersione del lavoro nero", dice a La Repubblica. Non va cambiata la legge, dunque, ma introdotta la tracciabilità "per impedire che il datore di lavoro possa denunciare meno ore di quelle lavorate dal cosiddetto voucherista". Nessun ripensamento, quindi. "Per contrastare questo fenomeno che si traduce nel denunciare meno ore di quelle che si utilizzano basta rendere tracciabile il voucher. Obblighiamo il datore di lavoro a comunicare in anticipo, con sms o mail, da quando e per quante ore si avvarrà della prestazione del lavoratore. La tracciabilità è il punto di partenza per far emergere quel che finora è stato essenzialmente lavoro nero. Credo, tuttavia, che sia necessario fare un po' di chiarezza perché si parla di voucher senza aver chiara l' entità del fenomeno".

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