cerca CERCA
Mercoledì 25 Maggio 2022
Aggiornato: 21:59
Temi caldi

Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

18 agosto 2016 | 09.31
LETTURA: 7 minuti

alternate text

"Coinvolgiamo nel lavoro i migranti". E' quanto afferma al 'Corriere della Sera' il prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento Immigrazione del ministero dell'Interno spiegando che "alcuni sindaci hanno già attivato progetti di volontariato che vedono i migranti protagonisti. È ora di fare un passo in avanti". Morcone non si riferisce a tutti i migranti, ma solo a "quelli che sono legittimamente sul nostro suolo: i rifugiati o chi ha già presentato la richiesta di asilo".

"Nessun obbligo", ma secondo Morcone si può "pensare a un meccanismo premiale": "Chi mostra buona volontà e capacità di inserirsi nel nostro contesto sociale potrebbe ottenere un’attenzione diversa nell’accoglienza", spiega. "C’è il permesso umanitario - precisa - Attualmente viene dato per motivi di vulnerabilità ai bambini e ai malati. Potremmo usarlo in questo senso. Dopo un anno la verifica servirebbe da incentivo a comportamenti virtuosi". Sulla paga, Morcone aggiunge: "Non penso a una paga con tariffe nazionali. Ma a una retribuzione che potrebbe essere ridotta: la decurtazione servirebbe per recuperare i costi dell’accoglienza".

"Miro a dare loro un futuro e far sì che non siano solo un peso per la comunità: l’inclusione, poi, impedisce la radicalizzazione e giova alla sicurezza - continua - Questa emergenza si può trasformare in un’occasione di sviluppo". Riguardo ai lavori che potrebbero svolgere i profughi, "ci sono settori che hanno bisogno: l’agricoltura, le costruzioni, l’assistenza agli anziani".

"Per ottenere una scossa positiva ci vorrebbe un'azione che finora nessun governo dei Paesi avanzati è riuscito a realizzare, ovvero un piano di investimenti e di supporto alla crescita con il settore pubblico come protagonista. In altre parole, serve una nuova e vera politica industriale. Nessuno chiede allo Stato di produrre panettoni o automobili, però occorre creare le condizioni (anzitutto normative) per riorganizzare i nostri settori produttivi e costruire una rete d'infrastrutture innovativa ed efficiente. Dagli ospedali può alle scuole, passando per gli aeroporti, le linee ferroviarie e le reti informatiche, c'è l'imbarazzo della scelta per decidere da dove avviare l'opera rinnovatrice". Così, in un'intervista a 'Avvenire', l'economista Mario Deaglio.

"Nel secondo e terzo trimestre confidiamo in un risultato migliore del Pil, grazie al buon andamento del turismo e dell'occupazione. Detto questo, l'Italia si trascina problemi strutturali, dal debito al cattivo funzionamento delle istituzioni economiche, che amplificano le conseguenze negative dell'incertezza che colpisce l'economia globale". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', il viceministro dell'Economia, Enrico Morando.

Per contrastare il fenomeno della contraffazione "occorre muoversi su tre fronti: prima di tutto a livello di intelligence, ovvero scoprire le centrali di stoccaggio e colpire i centri di produzione; in secondo luogo attraverso misure repressive adeguate e, infine, con azioni educative che mostrino i costi della contraffazione, eliminando l'aspetto ludico legato all'acquisto di un articolo contraffatto". Così, in un'intervista a 'Il Giornale', Renato Borghi, vicepresidente di Confcommercio.

"Dall'inizio della stagione cerchiamo di proteggere come possiamo i nostri bagnanti. Tralasciando la qualità dei prodotti che smerciano, i venditori abusivi danno fastidio a chi vuole rilassarsi in spiaggia. Si infilano fra lettini e ombrelloni, disturbano chi riposa per vendere la mercanzia. Abbiamo istituito una sorta di vigilanza privata, con un addetto ogni 100 metri. Ogni marinaio comunica via walkie talkie alla postazione vicina l'arrivo e la presenza degli ambulanti. Sono poveri cristi, è vero, ma la loro attività è intollerabile. Non possiamo impedire di passare sull'arenile ma esporre la merce come fosse un mercatino all'aperto sì". Così in un'interista a 'Il Giornale', Renato Papagni presidente di Federbalneari.

"Il tavolo di confronto con il sindacato sui temi della previdenza e del lavoro ha già prodotto alcune indicazioni per risolvere problemi annosi come quello dell'età pensionabile. Lo stesso premier ha speso parole impegnative. Sulla povertà è già stato fatto un intervento che prevede lo stanziamento di un miliardo di euro che crescerà con il tempo, a vantaggio delle famiglie in povertà assoluta. Per quanto riguarda il rinnovo del contratto del pubblico impiego, i 300 milioni fin qui stanziati sono chiaramente insufficienti, ma non possiamo metterci in una logica di scambio". Così, in un'intervista a 'Il Giornale', il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano.

"Il governo ha riaperto la contrattazione e lo ha fatto dicendo che le risorse da mettere a disposizione saranno aumentate. La cifra sarà il risultato di una valutazione complessiva che riguarda la politica economica e sociale del Paese. Ma ai sindacati vorrei dire una cosa: non trasformiamo l'apertura del governo in un'asta, altrimenti si perde di vista l'obiettivo che è quello di far aumentare le retribuzioni per pagare servizi migliori. Così si cade in un meccanismo sterile che non porta da nessuna parte". Così, in un'intervista a 'Il Messaggero', il sottosegretario alla Funzione pubblica Angelo Rughetti.

"Il dna dell'azienda è rimasto quello di cui parlavo in quel messaggio. La stella polare è sempre la stessa, cioè fabbricare prodotti di qualità straordinaria, che per certi aspetti cambiano realmente il mondo, arricchiscono la vita delle persone. Insomma, la nostra ragion d'essere non è cambiata. Altre cose cambiano. Ma questo è il filo che tiene tutti insieme. Le vendite di personal computer a livello mondiale in questo momento sono intorno ai 275 milioni di unità. È un dato in calo. Il mercato mondiale degli smartphone è di 1,4 miliardi di esemplari. Col tempo, sono convinto che ogni abitante del pianeta avrà uno smartphone. Potrà volerci un po', e non tutti avranno degli iPhone. Ma è il più grande mercato del pianeta nel settore dell'elettronica di consumo". Così, in un'intervista a 'La Repubblica', l'amministratore delegato della Apple Tim Cook.

"L'economia americana ha conseguito la stabilità, la crescita nel secondo semestre sarà migliore del primo, la disoccupazione è ai minimi. Ma la Fed attenderà. L'economia Usa cresce al di sotto del potenziale: la ripresa del credito favorirà il dinamismo. E l'inflazione sarà mantenuta sotto controllo dal rialzo del dollaro. I beni importati costeranno meno, e ciò avrà effetti positivi sulle aziende manifatturiere di cui anche i mercati non potranno non accorgersi". Così in un'intervista a 'La Repubblica', l'economista Allen Sinai.

"Più flessibilità? Per la crescita serve altro. Senza un vero piano di investimenti, l'Europa rischia di perdere un altro decennio. Per la difesa e la sicurezza abbiamo bisogno di grandi investimenti: non si tratta di buttare i soldi dalla finestra. Pagare Erdogan è una stupidaggine, non si può immaginare che il continente resti a lungo senza una polizia federale e una vera politica per i migranti. Queste misure aiuterebbero ad uscire da una situazione di bassa crescita, e risolvere problemi veri: la disoccupazione e il calo dei redditi". Così, in un'intervista a 'La Stampa', l'economista Jean-Paul Fitoussi.

"Se io fossi un governante, spenderei tutto il possibile sulla formazione universitaria, mentre a livello locale sul welfare, come la buona idea del bonus badanti. Perché a livello locale è più facile individuare chi ha veramente bisogno. Ed eviterei gli 80 euro a pioggia. L'Italia non è un Paese povero, anche se gioca a farlo: è all'ottavo posto su 196 Paesi al mondo come Pil complessivo, e al 23° come Pil pro capite, con una media di 34 mila euro". Così, in un'intervista a 'La Stampa', il sociologo Domenico De Masi.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza