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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

26 agosto 2015 | 09.29
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"Occorre cambiare il modo in cui si fanno una serie di cose, in finanza e nell'economia reale. Prioritaria è la strutturazione dei servizi di accompagnamento, col coordinamento di Regioni e Governo. Ci sono Paesi come Romania e Polonia che hanno utilizzato bene i fondi europei in questo senso, anche la Spagna. Se si creano le condizioni, in una logica di mercato le risorse poi arrivano, come dimostrano i grandi fondi internazionali di microfinanza che selezionano gli operatori in base al loro rating sociale oltre che economico". Così, in un'intervista a 'Avvenire', Giampietro Pizzo, presidente di Ritmi, la rete che riunisce i principali operatori di microfinanza in Italia.

"Credo che la più grave minaccia oggi in Europa sia una mancanza di comprensione, un' impazienza che può generare estremismo politico. Ma l' estremismo non può cambiare le leggi dell'economia, può solo peggiorare le cose. Vorrei invece che gli italiani restassero calmi, freddi nell' analisi. Per esempio, nell'affrontare la questione delle riforme. A un certo punto gli italiani dovranno ridurre i loro debiti in proporzione al loro reddito, e tagliare i debiti significa tagliare la spesa oppure fare default". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', Ray Dalio, considerato il più grande hedge al mondo.

"Non sono arrivati i flussi stranieri che speravamo, ma c'è ancora l'autunno. La promozione va indirizzata soprattutto in America. I numeri cinesi per ora sono piccoli. Ci saranno cinesi ricchi che porteranno profitti anche a noi, ma in futuro. Per ora il nostro vero mercato sono gli Stati Uniti: gli americani amano l'Italia, e vengono appena possono". Così, in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore', il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca.

"Stiamo assistendo a un rimbalzo tecnico e quasi fisiologico viste le forti perdite di ieri accentuate da speculazione e panic selling per la questione asiatica. Oggi e una buona occasione per entrare e dovremmo tenere un andamento positivo per tutta la seduta. La Cina e grande Paese importatore. Negli ultimi anni la crescita dell'economia mondiale e stata sostenuta da Pechino e dai Paesi emergenti. L' instabilità dei mercati di questi giorni non e tanto legata all'andamento della Borsa di Shangai, una piazza molto domestica ma alle preoccupazioni sull' andamento del pil del Dragone". Così, in un'intervista a 'Il Tempo', l'economista Beniamino Quintieri.

Il governo purtroppo sta arrivando molto in ritardo e con pochissimo entusiasmo sul versante del processo di revisione della spesa. Invece questa doveva essere la fonte primaria per affrontare la prossima Legge di stabilità. In un sistema fiscale ben ordinato, in cui la pressione fiscale è a livelli ragionevoli, cioè del 5-6% al di sotto della soglia attuale, una qualche forma di tassazione della prima casa sarebbe anche accettabile. Così però non lo è. Il modo in cui si è intervenuti sulla prima casa e il livello complessivo di pressione fiscale rendono oggi particolarmente popolare una forma di detassazione della prima casa". Così, in un'intervista a 'Italia Oggi', l'economista Nicola Rossi.

"Quello che sta accadendo ha un significato politico assai rilevante e rischioso. I mercati emergenti ci hanno abituato ad altalene. Occorre però dire che quanto sta accadendo in quelle economie dipende anche dal calo del greggio a sua volta dovuto all'aumento veloce dell'offerta. Gli Usa da importatore netto stanno diventando esportatori. Così, in un'intervista a 'La Stampa', l'economista e premio Nobel Eugene Francis Fama.

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