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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

09 marzo 2017 | 10.04
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"Da sindacalista credo di avere una certa esperienza in materia di scioperi. E questa esperienza mi dice che gli scioperi si possono fare - sì - come in questo caso per un' istanza alta, per un valore o un principio. Ma gli scioperi non si improvvisano. Si preparano. Devono avere una larga condivisione e devono essere capiti nelle loro ragioni anche da chi li subisce. Se questo non c'è, allora il rischio è che lo sciopero diventi un boomerang. Resto convinta, poi, che queste proteste debbano riguardare anche gli uomini". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', Elena Lattuada, segretaria generale della Cgil della Lombardia.

"Se passasse l'idea di limitare i voucher alle famiglie, la rilevazione Inps ci dice che il 98% del mercato scomparirebbe. E quindi se la Cassazione dovesse percepire che i promotori sono soddisfatti, il referendum diventerebbe inutile. Io credo però che il sindacato faccia bene a chiedere l'opinione dei cittadini. Anzi, sentirli sull' articolo 18 sarebbe stato ancora più interessante. Così, in un'intervista su 'La Repubblica', il giuslavorista Michele Tiraboschi.

Sempre su 'La Repubblica' Mario Resca, presidente di Confimprese, sostiene che "i sindacati hanno difeso sempre con forza chi il posto di lavoro ce l' ha, mentre si sono battuti meno per creare opportunità di lavoro per i giovani. I voucher in questo senso sono una opportunità. Non hanno distrutto il mercato del lavoro, non sono un espediente da parte delle imprese per eludere la stipulazione di contratti stabili, ma anzi hanno aiutato a combattere il sommerso che in Italia vale 211 miliardi di euro".

"Il vero vincolo dell'Italia non sono le regole europee: è il debito. E' troppo alto e questo ci fa del male. Dunque benissimo continuare a ridurre il carico fiscale sul lavoro, ce n'è bisogno. Ma vanno trovate anche le risorse per ridurre il deficit e sarebbe bene proseguire abbastanza rapidamente, procedendo con un po' più di decisione verso il pareggio di bilancio. Capisco che dopo una profonda recessione non si voglia rinunciare a un po' di crescita, ma ora la ripresa si sta consolidando e forse è venuto il momento. Ciò che bisognerebbe fare è almeno congelare la spesa in termini reali, consentendo al deficit di ridursi perché le entrate fiscali aumentano proprio con la ripresa. Ma poiché la spesa dovrebbe salire anche nel 2017, dopo essere già aumentata nel 2016, forse nel 2018 servirebbe una piccola riduzione della spesa primaria". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', Carlo Cottarelli direttore esecutivo al Fmi per la circoscrizione italiana.

"Lo sciopero è uno strumento importante che va finalizzato, almeno per la tradizione del movimento sindacale. In Italia, siamo abituati a utilizzarlo per specifiche vertenze a livello aziendale o come iniziativa politica generale. La valutazione poi devono farla i titolari del diritto di sciopero, pure all' interno delle organizzazioni sindacali. E da noi, mi pare che anche grandi confederazioni non abbiano aderito. Il fatto positivo è la riemersione di un poderoso movimento delle donne". Così, in un'intervista a 'Il Messaggero', Teresa Bellanova, viceministro dello Sviluppo Economico.

"Il 2017 rappresenterà la svolta per le politiche monetarie. Negli Stati Uniti la Fed sta già alzando i tassi, e in Europa l'incremento dell'inflazione aumenterà le pressioni sulla Bce. Ormai non esistono più ragioni per tenere i tassi sui depositi in negativo: per avere banche solide bisogna aumentare la loro redditività, e questo non è possibile con tassi ancora in negativo". Così, in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore', Klaus Kaldemorgen, head of multi asset total return team di Deutsche Asset Management e fund manager del Deutsche Concept Kaldemorgen.

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