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"Ratto di fogna", insulti social contro Prof negazionista

29 giugno 2019 | 17.53
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Fioccano gli insulti sulla pagina Fb del docente. Il ministro dell'Istruzione Bussetti su vicenda dell'insegnante: "Fatto molto grave"

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Immagine di repertorio (Fotogramma)

Ha la pagina chiusa su Facebook, ma gli insulti non mancano. "Ratto scappato dalle fogne" gli scrivono. "Merita una doccia fredda dentro qualche lager", "la piscina per il divertimento degli ebrei? Ma non ti vergogni solo un pochino?" e, poi, le parole "che hai rivolto a Primo Levi le meriti tu". Il professor Gino Giannetti, che insegna al liceo artistico di Palermo 'Eustachio Catalano', è finito infatti come riporta Repubblica al centro di un'indagine della Digos e della procura del capoluogo siciliano. Il motivo? Il docente ha negato la Shoah in classe e, dopo le proteste degli studenti, riporta il quotidiano, il preside ha presentato un esposto e nei confronti del docente è stato avviato un procedimento disciplinare. "Mi aspetto che la legge venga rispettata e che questo verme venga cacciato dalla scuola", chiedono in tanti commentando uno dei pochi post visibili a chi non è amico su Fb dello scorso settembre. "Davvero ci sono questi insegnanti nelle nostre scuole?", si interrogano tra minacce non troppo velate, "ti facciamo brillare il ...", emoticon verdi di vomito e richieste di licenziamento immediato. Non per altro, concludono, ma "per lasciare il posto a tanti poveri cristi precari che fanno il loro lavoro in maniera seria e professionale" senza il posto fisso come lui.

In serata sulla vicenda del docente è intervenuto il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Marco Bussetti. "Dalle informazioni apprese attraverso gli organi di stampa mi sembra si tratti di un fatto molto grave - ha detto all'Adnkronos -. Sono in corso le verifiche degli uffici territoriali e della magistratura. Auspico si faccia presto chiarezza". "Il negazionismo è intollerabile e va punito. Se a pronunciare certe parole, poi, è un docente, il cui compito è quello di educare i nostri giovani, la reazione che ne deve seguire è particolarmente dura", conclude Bussetti.

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