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Rcs, Cairo: "Ops non incide su negoziato tra azienda e banche"

14 aprile 2016 | 19.26
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La moratoria sul debito di Rcs Mediagroup posta come condizione nell'offerta pubblica di scambio di Cairo Communication non incide sul negoziato in corso tra Rcs e le banche finanziatrici. E' quanto si precisa in un comunicato del gruppo di Urbano Cairo, in risposta al comunicato di ieri del cda di Rcs Mediagroup in cui si sottolinea che l'offerta di Cairo sia a sconto, che incida sull’operatività della società e interferisca con le trattative in corso con le banche creditrici.

Dal gruppo di Cairo si sottolinea che la condizione sospensiva dell'Ops "prevede l'assunzione, da parte delle banche finanziatrici di Rcs nei confronti della sola Cairo Communication, degli impegni di moratoria del debito di Rcs rispetto ai quali pertanto Rcs si pone esclusivamente come terzo beneficiario e non come parte". Questa condizione "ha l'evidente obiettivo di assicurare a Cairo Communication che, una volta perfezionata l'offerta pubblica di scambio, Rcs benefici di una moratoria del proprio indebitamento finanziario della durata necessaria ad avviare il progetto di rilancio di Rcs, inclusa la ristrutturazione del proprio debito finanziario, cui è finalizzata l'offerta". Per questo la condizione posta nell'offerta di scambio "non indice sul negoziato in corso tra Rcs e le proprie banche finanziatrici, che il consiglio di amministrazione di Rcs può, naturalmente, proseguire nei termini che riterrà più opportuni".

Intesa Sanpaolo si schiera con Cairo - L'offerta di Urbano Cairo su Rcs Mediagroup "tutela gli interessi" di Intesa Sanpaolo, creditrice del gruppo editoriale, e "assicura il futuro dell'azienda", dice il presidente del consiglio di sorveglianza, Giovanni Bazoli, a margine di un convegno a Milano. Bazoli ha sottolineato di essere in piena sintonia con il consigliere delegato di Intesa Sp, Carlo Messina. "In ogni caso proposte diverse e migliori saranno valutate", aggiunge. Sull'operazione proposta dal patron de La7 resta la contrarietà dei soci forti, a partire da Mediobanca.

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