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Rcs: De Bortoli, ho pubblicato anche notizie scomode ad azionisti

29 aprile 2015 | 19.42
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Ferruccio De Bortoli, nel suo saluto di commiato alla redazione del Corriere della Sera, rivendica la libertà di stampa garantita durante gli anni della sua direzione e si dice certo che la stessa libertà avranno i giornalisti in futuro: "A nessuno di voi è stato chiesto in questi anni di fare qualcosa di contrario all'etica professionale, di servire un padrone o un investitore pubblicitario. Il branded content è rimasto fuori dalla redazione. Guardatevene - avverte - perché è una delle morti possibili del nostro mestiere e un modesto palliativo alla agonia dell'editore".

"Le notizie, anche quelle più scomode e contrarie agli interessi degli azionisti sono state pubblicate, tutte. Credo siano pochi in Italia e all'estero i giornali liberi come il Corriere" rimarca il direttore, che però tiene anche a sottolineare che "la libertà è come l'aria, la si apprezza solo quando manca"". De Bortoli però si dice "sicuro che non mancherà al Corriere nei prossimi anni, perché siete una grande squadra".

"Io - aggiunge anche - non rinuncerei per nulla al mondo al mio titolo di giornalista e non ci terrei ad aggiungerne altri, come fanno molti con scrittore, per esempio". E ricorda Montanelli che sulla tomba volle scritto solamente 'giornalista'. "Basta quello, c'è tutto, persino troppo, soprattutto la bellezza di essere protagonisti di una avventura giornaliera". Nel passaggio finale del suo saluto, De Bortoli sottolinea come "quando un giornalista veste altri panni, gioca una parte o ambisce a giocarla non è più tale e forse non è più nemmeno utile a comporre una pubblica opinione composta da cittadini informati, avvertiti, responsabili e non da curve urlanti di tifoserie avverse. L'Italia deve molto al Corriere delle sue stagioni migliori. Noi dobbiamo tutto, io per primo. Siate orgogliosi del giornale che avete fatto e del giornale che farete".

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