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Rcs, venerdì cda. Titolo sopra prezzo opa, si attende mossa Cairo

17 maggio 2016 | 21.59
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Rilanciare o darsi per vinto lasciando la guida di Rcs ai soci forti. E' questo il dilemma per Urbano Cairo, l'editore che ha osato sfidare il 'salotto buono' della finanza. "Di questo tema non parlo più", dice all'indomani dell'operazione promossa dal fondo Investindustrial di Andrea Bonomi, con il supporto di Mediobanca (anche in veste di advisor finanziario), Della Valle, Pirelli e UnipolSai.

In mattinata l'imprenditore alla guida di La7 e del Torino ha incontrato i consulenti nello studio legale Erede a Milano. Con lui anche Gaetano Micciché, presidente di Banca Imi, advisor dell'operazione. Cairo che ieri si è espresso sulla controfferta - "la mia vale globalmente circa 700 milioni, la loro 775, hanno fatto un incremento del 10%" - non anticipa nulla sull'eventuale rilancio. Una contro mossa che aprirebbe una battaglia più che tra Bonomi e l'imprenditore piemontese, tra la banca guidata da Alberto Nagel e Giovanni Bazoli presidente emerito di Intesa Sanpaolo, prima banca creditrice di Rcs.

Venerdì il cda del gruppo editoriale si riunirà. Tra gli argomenti del giorno anche l'esame, in via preliminare, dell'opa secondo quanto trapela quanto trapela da una fonte vicina al dossier. Oggi in Borsa il titolo chiude con progresso del 3,10% a 0,715 euro (massimo infraday di 0,728), valore superiore all'offerta di 0,70 euro promossa da Bonomi. Un progresso che si aggiunge al balzo di oltre il 16% messo a segno ieri. Volumi di scambio ancora sostenuti: oltre 23,3 milioni con un controvalore che si attesta a circa 16,6 milioni. Nell'ultimo mese il titolo della società che edita il Corriere della Sera ha guadagnato più del 20% (+11% da inizio anno), ma la flessione dell'ultimo anno è superiore al 40% (0,389 euro il minimo toccato).

Sul fronte opposto, intanto, si lavora alla Newco in cui confluirà il 22,6% del capitale di Rcs, somma del 7,32% di Della Valle, del 6,25% di Piazzetta Cuccia, del 4,59% del gruppo assicurativo guidato da Carlo Cimbri e del 4,43% di Pirelli. La nuova società non avrà debiti finanziari e al termine dell'operazione sarà partecipata al 45% da Investindustrial e al 55% dai soci. Quest'ultima quota sarà detenuta paritariamente, in misura del 13,75% per ognuno.

Obiettivo del'operazione è "dare un rapido impulso alla crescita e allo sviluppo di Rcs" e "sostenere e accelerare il processo di ristrutturazione avviato positivamente dal management attuale" per "creare un gruppo editoriale multimediale di portata internazionale, partendo dalle piattaforme di business esistenti". Parole non molto diverse da quelle di Cairo che nella sua offerta pubblica di scambio, dell'8 aprile scorso, sottolineava la necessità di "realizzare significative efficienze nella gestione dei costi operativi (...) mantenendo e rafforzando l’indipendenza delle testate di Rcs" con la possibilità "di poter attivare significative sinergie" tra le proprie attività e quelle del gruppo editoriale.

Al di la di ulteriori sviluppi, sarà il mercato a decidere: per ora l'offerta 'soldi contro carta' sembra favorire Bonomi. Secondo Vincenzo Longo di Ig "l'offerta della cordata anti-Cairo è inarrivabile per Cairo stesso, dal momento che prevede tanto cash e non azioni. Rischierebbe di pagare troppo cara un'azienda ancora in perdita". Per Enrico Vaccari, fund manager di Consultinvest, "tutte le operazioni che sono sul mercato e che cercano di valorizzare i titoli, che siano cordate, scalate e tutto quello che sono i processi di acquisizione delle aziende sono positive per il mercato perché portano interesse sui titoli, al di là di chi poi sia il vincitore".

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