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Realacci: Fukushima ha accelerato declino atomo e fonti fossili

10 marzo 2014 | 13.17
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''Domani ricorre il terzo anniversario dal sisma del Giappone che provocò, tragedia nella tragedia, diverse esplosioni nei reattori della centrale atomica di Fukushima. Uno degli incidenti nucleari più drammatici della storia, ,Fukushima ha segnato uno spartiacque nella storia dell'energia. Tanto che secondo molti, sarebbe ormai arrivato il punto di non ritorno nella transizione dalle fonti fossili e dal nucleare alle rinnovabili". Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, alla vigilia del terzo anniversario dell'incidente nucleare di Fukushima.

In Italia, aggiunge Realacci, "il referendum del giugno 2011 ha fortunatamente fermato la follia del ritorno al nucleare. Enel dovrebbe ringraziare la saggezza dei cittadini italiani che con il loro voto hanno bocciato l'energia dell'atomo, evitando un fallimento annunciato. Se oggi Enel fosse impegnata nella costruzione di nuove centrali nucleari nel Paese, correrebbe il rischio di essere una 'bad company'".

Secondo Realacci, "per convincersi della rivoluzione in atto sul fronte energetico basta qualche dato: secondo l'Eia negli Stati Uniti si avviano a chiusura le centrali a carbone e almeno 60 GW di potenza non saranno più operativi entro il 2016. Ed è a livelli record anche il tasso di interruzione della produzione di energia da nucleare. Contemporaneamente crescono le rinnovabili. Secondo l'Ewea nel 2013 il 72% della nuova potenza elettrica installata nell'Unione Europea è da fonti rinnovabili".

In Italia, invece, "nel 2013 le rinnovabili hanno superato la barriera dei 100 TWh, arrivando a coprire il 38,5% della produzione nazionale di energia elettrica"

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