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Record di enteriti a febbraio-marzo, 1 mln di bimbi colpiti in Italia

24 febbraio 2016 | 15.15
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Roma, 24 feb. (AdnKronos Salute)

Mal di pancia, diarrea, vomito incombono soprattutto sui più piccoli. E le segnalazioni si moltiplicano, da Milano a Roma, a Genova. "Febbraio e marzo sono i mesi in cui si concentra il 30% dei casi di enterite nei bambini: a fine marzo circa un milione di bimbi saranno stati colpiti in forma lieve o più pesante da questo disturbo". La stima arriva dal pediatra di Milano Italo Farnetani, che dopo aver condotto un'indagine coinvolgendo colleghi di tutta Italia, spiega all'AdnKronos Salute come "in questo periodo ci sia in effetti un picco di casi".

"Non sorprende, perché febbraio e marzo sono i mesi tipici di questo problema". Le enteriti, per lo più virali, "colpiscono in particolare i piccoli dai 6 mesi ai 6 anni - continua l'esperto - ma nella stragrande maggioranza dei casi i fastidi durano meno di 5 giorni. Nel 7% però superano i 14 giorni". Scariche ripetute, nausea e inappetenza possono provare il bambino, "ma la vera insidia è la disidratazione: questo è un rischio reale, sempre dietro l'angolo - avverte il pediatra - insieme ai danni legati a una dieta troppo restrittiva, adottata dai genitori, e che può privare il bambino di importanti nutrienti".

Cosa fare allora? "Se si hanno meno di 8 scariche al giorno per meno di 5 giorni - raccomanda Farnetani - bisogna limitarsi a far bere il bambino poco e spesso, senza forzarlo a mangiare ma offrendo piatti leggeri e a lui graditi. Se invece le scariche sono più numerose, abbondanti e durano a lungo è bene contattare il pediatra". A tavola infine, secondo il medico "non devono mancare pizza bianca, parmigiano, marmellata e perfino le patatine fritte in olio d'oliva".

Se quest'anno i virus colpiscono duro alla pancia i piccoli di tutta Italia, anche a Milano gli esperti registrano un aumento dei casi: cresciuti di circa un quarto rispetto all'anno scorso, specie negli ultimi giorni. Più accessi al pronto soccorso e più ricoveri. Il 'colpevole' questa volta non sarebbe il rotavirus, principale responsabile della patologia in età pediatrica. "Siamo di fronte a un'epidemia causata da virus non identificati che provocano vomito e diarrea", spiega all'AdnKronos Salute Susanna Esposito, direttore dell'Unità di pediatria ad alta intensità di cura del Policlinico di Milano.

Nelle ultime 2 settimane "quasi il 40% degli accessi in Pronto soccorso era legato a problemi influenzali con implicazioni intestinali. Abbiamo registrato un aumento in termini assoluti del 25% circa rispetto all'anno scorso", stima la specialista. A essere colpiti soprattutto i bambini, in particolare in età da scuola materna ed elementare. I casi hanno iniziato a crescere "un paio di settimane fa, con un picco a partire dalla scorsa", aggiunge Esposito.

Tra i consigli, oltre alla vaccinazione antinfluenzale, "riposo a letto e terapia con antipiretici, senza dimenticarsi una dieta leggera e soprattutto la necessità di idratarsi", conclude la pediatra.

E anche a Roma "c'è in questi giorni un'incidenza elevata di enteriti da virus, in tutte le fasce d'età, dai bambini piccoli agli adolescenti". Lo conferma all'AdnKronos Salute Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale e Malattie infettive dell'ospedale Bambino Gesù, che spiega: "Accade ogni anno in questo periodo. L'insidia maggiore, in questi casi, è legata alla disidratazione". Una minaccia che però si preannuncia con una serie di segnali da tenere d'occhio. "Se il bimbo ha labbra secche, pianto senza lacrime, occhi cerchiati o non fa pipì, allora è bene preoccuparsi e contattare subito il pediatra".

In alcuni casi, infatti, le enteriti sono talmente violente, tra vomito e scariche, da causare corse in ospedale. Ma in genere le forme più diffuse si risolvono in pochi giorni. "Se le scariche sono numerose è utile ricorrere a soluzioni reidratanti, che vanno bevute al posto dell'acqua. No, invece - raccomanda Villani - a succhi, bibite diluite o integratori salini per sportivi. Altro suggerimento, far bere il bimbo poco e spesso. E dopo attacchi violenti, aspettare quattro ore prima di alimentarlo".

Cosa portare in tavola? "Il bimbo deve bere regolarmente e in abbondanza, ma non va forzato a mangiare - raccomanda Villani - Se però ha appetito, è bene regolarsi anche in base all'età: l'adolescente rinuncerà all'impepata di cozze, per dire. Ma se si prepara una pasta al sugo di pomodoro fresco, non ci sono problemi. Via libera al riso, alla classica pasta in bianco, ma anche a pizza bianca, marmellata, miele. L'importante è usare il buonsenso e non preoccuparsi troppo se per qualche giorno il bambino mangia meno: recupererà. L'importante - conclude l'esperto - è che beva". In questo periodo, come sempre d'altronde, è fondamentale curare l'igiene, soprattutto delle mani: si tratta, infatti, di forme contagiose.

E' record di enteriti nei bambini anche a Genova. "Dall'inizio di febbraio abbiamo un numero di accessi molto elevato, 10-15% più della media. E le patologie più frequenti sono proprio le forme respiratorie e quelle gastroenteriche, che in questo periodo la fanno da padrone", spiega all'Adnkronos Salute Emanuela Piccotti, responsabile del Pronto soccorso dell'ospedale Gaslini di Genova.

"Per quanto vediamo - aggiunge - queste patologie si 'concentrano' in particolare sui bimbi sotto i 6 anni. Con una sintomatologia molto rapida e aggressiva che spaventa genitori, mentre la fatica a somministrare liquidi in maniera sufficiente può portare a disidratazione e alla necessità di una reidratazione endovenosa per 12-24 ore. I sintomi acuti - conclude - durano in genere 2-3 giorni, ma possono esserci code. E oltretutto questo problema tende a ripetersi: parecchi bambini sono stati colpiti più volte".

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