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Recovery, Conte: "In dirittura finale, confidiamo di sbloccarlo"

10 dicembre 2020 | 13.38
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Afp

"Siamo in dirittura finale. Confidiamo di poter superare il veto di Polonia e Ungheria per il Recovery Fund. Siamo nelle ultime ore: c'è stato qualche segnale di avvicinamento e sarebbe importante sbloccare 209 miliardi di euro che servono alla comunità nazionale. Confidiamo di farlo in queste ore". Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, arrivando al Consiglio Europeo a Bruxelles.

"Oggi e domani - ha aggiunto - saranno giornate dense. Ieri c'è stato un passaggio parlamentare che ha sancito la coesione delle forze di maggioranza, un passaggio che dà un chiaro mandato a partecipare al Consiglio Europeo per completare la riforma del Mes". "E soprattutto - sottolinea il premier - in prospettiva futura, per giocare un ruolo da protagonista per la Conferenza sul futuro dell'Europa". Nella stagione che si aprirà "l'Italia potrà esprimere la sua energia innovatrice, dando nuova linfa al sogno europeo", conclude.

Sui negoziati per il pacchetto Mff/Stato di diritto/Recovery Plan interviene a margine del Consiglio anche il premier ungherese Viktor Orban: "Oggi saranno importanti: la preparazione è stata abbastanza lunga, con settimane di discussioni. Siamo a un centimetro dal raggiungere un'intesa. Credo che siamo molto, molto vicini a raggiungere un buon accordo per l'unità dell'Ue".

"Oggi - continua Orban - combattiamo per l'unità del nostro continente e per una vittoria del buon senso. E' ovvio che, quando le nostre nazioni e milioni di persone si trovano in una situazione di reale bisogno a causa della pandemia e delle sue conseguenze economiche, dobbiamo comportarci in modo ragionevole e trovare un modo per avere approcci realistici, per fornire aiuto a chi ha bisogno e assistenza finanziaria per i Paesi che sono in uno stato di reale necessità", conclude.

Nel Consiglio Europeo "abbiamo trovato molta serenità", il che "è di buon auspicio. C'è molta tranquillità e serenità, sono tutti concentrati a far partire tutto molto rapidamente. Se parte tutto a 27 e non a 25 noi siamo felici, perché significa che l'Ue sta dando la risposta" alla crisi provocata dalla pandemia di Covid-19 "che i nostri Paesi aspettano". Lo riferisce il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, in conferenza stampa a Bruxelles.

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