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Recovery e transizione ecologica, le opportunità per il fotovoltaico

19 marzo 2021 | 10.04
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Oggi i pannelli sono prodotti in gran parte in Cina. Daniele Iudicone, cofondatore e responsabile Business Unit fotovoltaico ed energia di Imc Holding: "Incentivare un mercato italiano ed europeo di libera concorrenza"

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Il Recovery fund rappresenta un'opportunità per realizzare una reale transizione ecologica del paese e spingere sulle energie rinnovabili, incentivando lo sviluppo dell'industria italiane ed europea dei pannelli fotovoltaici. Ne è convinto Daniele Iudicone, cofondatore e responsabile Business Unit fotovoltaico ed energia di Imc Holding e del brand Fotovoltaico Semplice, che all'Adnkronos spiega come i fondi Ue potranno essere utilizzati per sostenere la filiera made in Italy.

Il recovery Fund, spiega Iudicone, "mette al centro del dibattito le energie rinnovabili e gli investimenti da parte degli stati membri Ue nei confronti di questo tipo di tecnologie, per raggiungere l’obiettivo di emissioni zero nel 2050. Fare in modo che l’Europa possa concretamente raggiungere un’indipendenza produttiva di tutta la filiera che gravita nel mondo delle rinnovabili è assolutamente auspicabile".

Il settore fotovoltaico, "è il riferimento principale per la conversione energetica a livello europeo quindi è assurdo non avere un’industria indipendente in Europa. Recovery fund mette a disposizione parecchi soldi in quest’area e anche l’attuale governo Draghi conferma la grande spinta sulla green economy a livello di istituzioni e di destinazione dei fondi europei. Questo ci fa ben sperare, dal momento che il fotovoltaico è il settore principale a livello di rinnovabili".

Iudicone, dunque, auspica una spinta negli investimenti: "Stiamo vivendo proprio adesso, con il problema dei vaccini, quanto l’Europa pur disponendo di diversi stabilimenti produttivi del farmaco sul proprio territorio, fatichi ad approvvigionare i vaccini perché le aziende a livello direttivo sono straniere. Queste realtà farmaceutiche tendono quindi a rifornire prioritariamente gli Stati ai quali appartengono. Quindi è chiaro quanto i Paesi che dispongono di realtà produttive sul proprio territorio siano più avvantaggiate e indipendenti".

"Questa situazione speriamo possa essere di esempio e di allerta anche nel mondo delle energie rinnovabili: che ogni stato abbia le proprie fabbriche che producono in loco i pannelli e che non debba dipendere da nessun’altra nazione. Quando il covid era un problema circoscritto alla Cina, si era verificato un mese e mezzo di ritardo nelle importazioni di pannelli dalla Cina così come nell’approvvigionamento delle materie prime sempre di provenienza cinese e utili per la produzione di pannelli fotovoltaici. Un’industria nazionale e indipendente rispetto all’estero è assolutamente una priorità".

Ma oggi i pannelli fotovoltaici sono prodotti in gran parte in Cina. Per questo, spiega Iudicone, "va sicuramente incentivato un mercato italiano ed europeo di libera concorrenza. Oggi i pannelli fotovoltaici cinesi vengono prodotti con standard di fabbrica e produttivi molto diversi rispetto a quelli europei o nazionali. Un pannello made in China costa molto meno di un prodotto italiano per ragioni di costo della manodopera, di fiscalità, ma anche di tutela della sicurezza dei lavoratori".

"In Europa e in Italia quest’ultimo aspetto incide molto sui costi di produzione. Tutto ciò comporta un prezzo del prodotto assolutamente non competitivo rispetto a quello cinese. In tema di qualità e affidabilità degli standard produttivi invece l’Europa come l’Italia non hanno nulla da temere.

La prima cosa da fare, dunque, spiega Iudicone, "è trovare un equilibrio tra l’offerta cinese e quella europea, perché una discrepanza eccessiva nei costi risulta non concorrenziale. La filiera italiana dei pannelli solari quindi a mio avviso andrebbe sostenuta e incentivata con una fiscalità calibrata in modo che possa competere a livello economico con la Cina. Come Fotovoltaico Semplice impieghiamo moduli Quantico prodotti in Italia in regime di qualità certificata con un’elevata attenzione per le lavorazioni e i componenti impiegati, per questo abbiamo ben presente la problematica legata alla competitività economica e al divario tecnico/qualitativo che ne deriva".

In questi giorni si sta tracciando la strada per la transizione ecologica del paese e il mondo delle rinnovabili è pronto a raccogliere la sfida: "lo stiamo facendo da anni e oggi con il superbonus ancor di più e con proposte sempre più complesse. Gli incentivi statali permettono a una villetta, in massimo 3 giorni di cantiere, di rivoluzionare il proprio sistema di riscaldamento, in favore di una soluzione green che garantisce un’indipendenza energetica pressoché totale rispetto alle fonti energetiche tradizionali", sottolinea Iudicone.

Nello specifico "si parla di un impianto fotovoltaico e batterie di accumulo abbinati a una pompa di calore, che riduce al minimo il consumo di gas, perché alimentata grazie all’energia solare, per un riscaldamento a zero emissioni. L’incentivo del superbonus è stato importante per il settore anche se la complessità burocratica statale ha rallentato le pratiche. Sarebbe auspicabile uno snellimento delle procedure in questo senso; come Fotovoltaico Semplice ci impegniamo a prendere in carico tutto l’aspetto dei permessi, della gestione del credito, per alleggerire le preoccupazioni del cliente".

"Speriamo che l’iniziativa venga prorogata, come si vocifera da qualche tempo; in ogni caso in Italia ha preso il via la transizione green, le persone sono sempre più informate sul tema e comprendono chiaramente i vantaggi economici e ambientali delle rinnovabili. Noi siamo assolutamente pronti a raccogliere la sfida" conclude Iudicone.

di Loredana Errico

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