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Recovery, oggi il Cdm: Italia Viva sul piede di guerra

07 dicembre 2020 | 10.29
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(Foto Palazzo Chigi)

Alta tensione in vista del Cdm convocato sulla 'Definizione e attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza'. Si rischia che dalla riunione non esca il via libera alla struttura -annunciata dal premier Giuseppe Conte- che dovrà gestire i 209 miliardi del Recovery. Ieri sera in una riunione con il presidente del Consiglio, i ministri Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli con le forze di maggioranza, Italia Viva ha posto ufficialmente il veto. E Maria Elena Boschi e Ettore Rosato hanno abbandonato il tavolo chiudendo il videocollegamento.

Recovery, verso nuovo Cdm mercoledì

Il senso della protesta Iv è nel merito e nel metodo. Contrari a una task force esterna per la gestione del Recovery e contrariati dal metodo del premier Conte. Non è pensabile -accusano i renziani- che il presidente del Consiglio comunichi in un'intervista alla stampa che è tutto pronto e organizzato. "Noi dovremmo solo votare? E noi votiamo contro".

Raccontano che nella riunione della strappo di ieri sera, Conte abbia replicato ad Iv di non aver mai detto che nel Cdm di oggi si sarebbe votata la governance del Recovery. Quindi, a quanto viene riferito, non dovrebbe esserci una votazione. Se ci sarà, le ministre Iv voteranno contro. I renziani smentiscono che questo sia un modo per aumentare la tensione sul governo. Non siamo noi, spiegano, ad aumentare la tensione, ma "con grande lealtà abbiamo detto con non votiamo cose a scatola chiusa".

Dice il capogruppo Iv al Senato, Davide Faraone: "Questa notte le ministre di Italia Viva hanno ricevuto la bozza quando era quasi l’una per un provvedimento che avrebbero dovuto votare questa mattina alle 9 in Cdm: ma vi pare possibile che la struttura della task force che dovrebbe gestire il più imponente capitolo di investimenti dal dopoguerra sia tenuta all’oscuro a noi che siamo forza di maggioranza?".

E aggiunge parlando stamattina a una trasmissione Tv: "Abbiamo impedito i pieni poteri a Salvini non per consegnarli nelle mani di Conte. Oggi si vuole commissariare anche il Cdm, tra l’altro composto, secondo chi lo guida, dai migliori ministri del mondo, con una struttura e un piano di interventi che non abbiamo nemmeno visto. L’auspicio è che Conte freni e riveda le sue posizioni".

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