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Recovery, Renzi: "Piano di Conte raffazzonato, senza accordo dimissioni ministre"

28 dicembre 2020 | 18.32
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Il Recovery plan predisposto dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte "non può nascere e morire nei ministeri, è un collage raffazzonato senza anima e senza ambizione". Lo ha affermato Matteo Renzi, in una conferenza stampa al Senato, annunciando che mercoledì mattina una delegazione di Italia viva si recherà dal ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, per segnalare i "61 punti critici" finora rilevati, anche se altri se ne potrebbero aggiungere in base alle indicazioni dei parlamentari del partito.

"Non si può tirare troppo per le lunghe, se non c'è accordo - avverte - faranno senza di noi e le ministre e il sottosegretario si dimetteranno. Non siamo alla ricerca di poltrone, stiamo discutendo di contenuti. Penso che le idee valgano più delle poltrone".

Sul corretto utilizzo dei fondi europei, in particolare quelli del Recovery fund, sottolinea Renzi, "siamo ad un bivio, se spendi male il debito ti strangola". Quindi il confronto che chiede Italia viva "non è chiacchiericcio", perché "ci giochiamo l'osso del collo".

Il leader di Iv dice no al "manettarismo" e al "giustizialismo cinquestellista" su cui si basa il Recovery plan predisposto dal governo.

"Chiediamo al governo un salto di qualità, perché questo piano così com'è è deludente". E lancia il piano "Ciao", ovvero cultura, infrastrutture, ambiente, opportunità.

Quindi lancia un nuovo affondo contro i 5 stelle. "Chi complotta non siamo noi" - conclude - ma "complotta contro l'Italia" chi, come il Movimento 5 stelle, non ha votato il parere sulla Tav.

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