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Red Ronnie: "Chi si stupisce che io parlo degli Ufo chieda agli Usa di quei 770 mld"

02 marzo 2022 | 13.02
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L'Inghilterra ha ammesso l'esistenza degli Ufo e Trump ha detto che occorre difendersi dagli Ufo. Quel Trump che da presidente degli Usa ha tenuto il mondo fuori dalla guerra per cinque anni, a differenza di Biden

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Red Ronnie e la sua cagnolina

"C'è chi si stupisce che io parli degli ufo? Beh io mi stupisco che si stupiscano. Dovrebbero stupirsi che gli Stati Uniti hanno stanziato 770 miliardi di dollari per difendersi dagli Ufo, come riportano i giornali o che l'Inghilterra ha ammesso l'esistenza degli Ufo o ancora che Trump ha detto che occorre difendersi dagli Ufo. Quel Trump che da presidente degli Usa ha tenuto il mondo fuori dalla guerra per cinque anni, a differenza di Biden". Red Ronnie parla così all'Adnkronos dopo le reazioni di stupore della stampa alle sue recenti affermazioni sugli ufo, anche in relazione alla guerra in Ucraina.

"Gli Stati Uniti hanno stanziato 770 miliardi di dollari - ha detto nella sua ultima rubrica 'Cosa succede in città (visibile anche su youtube) stimolando una serie di articoli deridenti - per difendersi dagli Ufo. Quando si usa la parola difendersi nel campo militare significa attaccare, soprattutto gli Stati Uniti d'America. E perché? Perché gli ufo si fanno vivi molto più spesso. Ad esempio proprio sopra i cieli dell'Ucraina ci sono degli ufo che scortano i bombardieri - ha rimarcato mostrando il relativo video - come per dire 'attenzione'. C'è, infatti, chi sostiene, ma io non lo so direttamente bensì lo riporto, che gli ufo non vogliono ci siano esplosioni nucleari, quindi stanno molto attenti che questo non si verifichi. Praticamente sono dei guardiani".

"E poi - fa notare Red Ronnie - mi sembra davvero matematicamente impossibile che la terra, che è come un granello di sabbia nei confronti delle galassie dell’universo, sia l'unico granello di sabbia abitato nell’universo. Non vi sembra un'assurda pretesa?", chiede il giornalista che nel penultimo video pubblicato sul suo canel e sui social analizza anche l'attuale mondo dell'informazione. "Noi viviamo in un cinema dove lo scopo dell’informazione è quello di farti credere qualcosa. La verità? Bombardamenti dei civili? Andate a vedere cosa succede da 8 anni nel Donbass. Anche Salvini nel 2016 - ricorda il giornalista televisivo - stigmatizzò l’accerchiamento della Russia con la Nato. E disse ‘ci sarà una guerra’. Giulietto Chiesa l’aveva prevista".

Red Ronnie a tal proposito invita tutti ad andare a vedere il video, presente nella sua rubrica ‘Cosa succede in città’, in merito a quel che accade da 8 anni nel Donbass (il video è su youtube al link https://www.youtube.com/watch?v=yZfC_B5-yYs, e l’intervista alla ragazzina che vive nel Donbass è precisamente a 2 minuti e 50 secondi). E rimarca: "La buona informazione oggi non esiste. Esiste soltanto da parte di qualcuno e nel web. Purtroppo in televisione è rarissimo avere buona informazione, perché in televisione l’informazione è tutta mediata. In ‘Cosa succede in città’ ho pubblicato una brevissima intervista a un giornalista francese nella quale denuncia una cosa e cioè che lui intervista la gente, chiede da dove vengano i missili che stanno bombardando. E la gente gli risponde che quei missili vengono dall’Ucraina ma non gli pubblicano il pezzo, perché il cattivo deve essere la Russia in Europa e in America. Non deve essere l’Ucraina, anche se da 8 anni la popolazione del Donbass vive sotto la guerra che gli arriva dal governo ucraino. Ma queste cose non si dicono perché la comunicazione ha un obiettivo che non è quello di raccontarti le cose come sono andate, ma è quello di tirare la volata a qualcuno, quindi, l’informazione è tutta tesa a questo".

"L’informazione che racconta la verità io l’ho vista molto raramente e anche quando qualche giornalista vuole raccontare la verità poi non è che faccia una buona fine, vedi Ilaria Alpi - ricorda Red Ronnie - . Poi ci sono cose 'fantastiche'", ironizza Red Ronnie. Una importante emittente televisiva "ha pubblicato la foto di un giornalista che ha perso la vita in Ucraina a causa delle bombe che però è lo stesso giornalista che nel 2015 aveva perso la vita per l’Isis, quindi abbiamo questa foto con questo nome che è quello del giornalista che fanno morire tutte le volte che serve. Poi ho un video, che pubblicherò prossimamente, in cui stanno truccando dei civili a cui mettono il finto sangue per poi fare le riprese televisive. Tutto oramai è diventato un cinema. Noi viviamo in un cinema dove lo scopo dell’informazione è quello di farti credere qualcosa".

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