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Referendum, Rita Dalla Chiesa: "Basta buttare tutto in politica, è voto di coscienza"

12 settembre 2020 | 12.05
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Fotogramma /IPa

"Non ho ancora deciso. Da un lato verrebbe voglia di tagliare tante teste inutili, dall'altra però siamo in democrazia che è ancora un valore per me. Devo leggere bene e vedere che dietro non ci sia qualche imbroglio, qualche inganno. Non è una decisione facile, voglio approfondire ancora, confrontarmi ancora. Questo non è un referendum politico, non deve esserlo. Questo referendum è un voto di coscienza". Rita Dalla Chiesa parla con l'Adnkronos del voto cui gli italiani sono chiamati il 20 e 21 settembre per dire sì o no al taglio di 345 parlamentari (115 senatori e 230 deputati) modificando gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione. Un referendum confermativo per il quale non è previsto il quorum.

"Si sta facendo di questo referendum un problema politico - dice la conduttrice - ma io credo che sia un altro il tema. E siccome purtroppo, anche giovedì sera da Paolo Del Debbio (puntata di 'Dritto e Rovescio' su Rete4) ho sentito dire che chi porta la mascherina è di sinistra e chi non la porta è di destra, credo che ci sia oramai la tendenza a buttare in politica qualunque cosa, persino la mascherina. Una follia. Sia il referendum che la mascherina sono cose importanti, quest'ultima per la salute. E penso che ci si debba fermare a pensare senza farsi guidare soltanto dalla politica. Si deve scegliere secondo la propria coscienza, secondo la propria testa", scandisce Dalla Chiesa, spronando a scegliere al di là di quello che dice il partito per il quale magari in genere si vota.

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