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Referendum, senatrice M5S: "Voto No, se vince il Sì meno democrazia"

15 settembre 2020 | 18.07
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Marinella Pacifico all'Adnkronos: "Mi guida il senso di responsabilità nei confronti del popolo italiano"

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(Fotogramma)

"Al referendum voto No, per senso di responsabilità verso i cittadini". Lo dice, parlando con l'Adnkronos, la senatrice 5 Stelle Marinella Pacifico. "Ci sono passaggi politici", spiega l'esponente grillina, "in cui un parlamentare, per dovere e coscienza civica, si trova a scegliere se la qualità della democrazia parlamentare debba prevalere sulla logica di appartenenza ad un gruppo politico. Il referendum costituzionale, che ci apprestiamo a votare il 20 e 21 settembre, è uno di quegli appuntamenti".

Nel sostenere le ragioni del No, Pacifico lamenta un eccessivo peso dell'esecutivo nei rapporti di forza con le Camere: "Quarantatré questioni di fiducia, poste dal governo da inizio legislatura, determinano un serio problema di spazi di democrazia parlamentare, che si aggreverebbe qualora si affermasse il Sì referendario, limitando ulteriormente le iniziative legislative dei singoli parlamentari a favore della funzione esecutiva".

"Il prezzo della democrazia non può valere 285 milioni di euro a legislatura, ovvero lo 0,007% della spesa pubblica italiana. Le giustificazioni del taglio dei parlamentari, che comporterebbe Camere più snelle ed efficienti, non trovano accoglimento, visto che rimarrebbe il bicameralismo perfetto. In sostanza", insiste la senatrice M5S, "se veramente si volesse l'efficientamento del Parlamento servirebbe una revisione dei meccanismi di formazione del processo legislativo, argomento ignorato dalla riforma".

Aspetto infine "da non sottovalutare", secondo Pacifico, "è il rischio che corre il Senato di non vedere adeguatamente rappresentate le Regioni più piccole, soprattutto per le formazioni politiche minori. Lo svilimento della rappresentatività, con la vittoria del Sì, appare certo. Il senso di responsabilità nei confronti del popolo italiano", conclude, "mi guida inevitabilmente verso il No".

(di Antonio Atte)

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