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Regeni, 5 anni fa il rapimento del giovane ricercatore italiano

25 gennaio 2021 | 09.30
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Tra depistaggi e mancate risposte, il Cairo non ha mai dimostrato di voler realmente raggiungere la verità su quanto accaduto

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Sono passati cinque anni dal rapimento di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano vittima di indicibili torture e poi assassinato in Egitto. Cinque anni di silenzi assordanti da parte del Cairo che, tra depistaggi e mancate risposte alla Procura di Roma che indaga sull'omicidio, non ha mai dimostrato di voler realmente raggiungere la verità su quanto accaduto in quei giorni a cavallo tra gennaio e febbraio del 2016 e che precedettero il ritrovamento del corpo straziato di Giulio lungo la strada che dalla capitale porta ad Alessandria.

Nei giorni scorsi la Procura di Roma, guidata da Michele Prestipino, ha chiesto il rinvio a giudizio per i quattro 007 egiziani coinvolti nell'inchiesta, con l'udienza preliminare che è stata fissata per il 29 aprile.

''Il 25 gennaio, 5 anni fa, Giulio Regeni veniva sequestrato e poi brutalmente torturato e ucciso dalle forze di sicurezza egiziane. Un sentito grazie alla magistratura italiana per l'importante lavoro svolto. Non ci stancheremo mai di chiedere giustizia'', ha scritto oggi il presidente del Parlamento europeo David Sassoli su Twitter.

I genitori di Giulio: "Continuiamo a cercare giustizia"

“La verità la intravediamo, com'è dimostrato dall’iscrizione nel registro degli indagati dei quattro ufficiali egiziani. La giustizia continuiamo a cercarla, ed è un po’ più difficile, abbiamo bisogno soprattutto del sostegno delle istituzioni italiane, che possano fare pressione per far interrogare gli indagati”. Così Paola e Claudio Regeni, genitori di Giulio, intervistati da Paolo Maggioni su Rainews24 a Fiumicello (Ud) nel corso delle iniziative programmate a cinque anni dalla scomparsa del giovane ricercatore italiano.

"Il richiamo dell’ambasciatore - proseguono i genitori di Regeni - è una strategia percorribile ed è importante volerla. Bisogna fare delle scelte, non è solo questione di affari, ci pare che l’Italia voglia essere amica a tutti i costi dell’Egitto. L’esposto contro il governo per la vendita di armi all’Egitto è una battaglia concreta e coerente, così come avrebbe voluto Giulio: lo Stato che emana le leggi deve rispettarle, ed è ciò che chiediamo”.

I genitori di Regeni hanno commentato anche l'intervento di oggi del presidente della Repubblica. “Le parole del presidente Mattarella - sottolineano Paola e Claudio Regeni - ci hanno fatto molto piacere. Però sono passati cinque anni e non è più tempo di aspettare, ci vogliono verità e giustizia. Giulio avrebbe 33 anni. Forse sarebbe tornato in Italia con un lavoro che ne riconosceva le competenze. Tornare qui era il suo sogno”.

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