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Reggia di Caserta, vince il degrado Dentro è fuori è un suk di abusivi

05 maggio 2014 | 19.50
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L'ultima retata c'è stata appena un mese fa. Ma la Reggia di Caserta, dimora storica dei Borbone di Napoli tra i siti italiani piu' visitati al mondo, continua a essere popolata da venditori abusivi. Non solo al suo esterno, dove il degrado la fa da padrone, ma anche all'interno, tra le imponenti colonne del cortile che affaccia sul giardino all'inglese che conduce alla Grande Cascata. L'ingresso al sito costa 14 euro. /Foto

Ma appena superata la biglietteria, sotto lo sguardo indifferente dei volontari dell'Associazione nazionale carabinieri che prestano servizio nella Reggia, ecco l'orda di venditori abusivi disseminati in ogni angolo della 'Versailles casertana' voluta da Carlo di Borbone. Palloni super santos, accendini, cartoline della Reggia, braccialetti, portachiavi e guide cartacee. I venditori abusivi -gente del posto ma anche tantissimi stranieri- offrono gadget e articoli sotto lo sguardo sbigottito dei turisti.

Entrano ed escono dalla Reggia indisturbati, evitando accuratamente la biglietteria e senza nascondere la mercanzia. Il boom di visite registrato con la bella stagione e l'ultimo scandalo -le chiavi di un ingresso della Reggia sequestrate all'ex sottosegretario Nicola Cosentino- hanno acceso i riflettori sul Palazzo Reale, ma non al punto da fermare il via vai di abusivi che fa dell'imponente cortile della Reggia una sorta di suk 'fuori legge'.

"Noi facciamo del nostro meglio ma come associazione di volontari del nucleo Reggia dei carabinieri possiamo intervenire solo in ausilio al personale della Reggia oppure segnalare la presenza degli abusivi alle forze dell'ordine". A dirlo all'Adnkronos e' Andrea Corazza, responsabile del Nucleo Reggia di Caserta dell'Associazione Arma dei Carabinieri. "Ieri, intorno alle 10,15-10,30 quando abbiamo visto i venditori abusivi, come facciamo sempre, insieme al responsabile di turno della Reggia abbiamo chiamato la pattuglia della polizia - spiega - Gli agenti sono intervenuti celermente e sono rimasti sul posto circa tre quarti d'ora. In ausilio alla polizia li abbiamo allontanati dal complesso vanvitelliano". "Queste segnalazioni le facciamo tutti i sabati e le domeniche - aggiunge - Il problema e' che anche quando vengono allontanati possono rientrare da ingressi alternativi a noi anche sconosciuti". Insomma, e' una lotta impari. "Anche se noi siamo gli unici identificabili con divisa dell'associazione nazionale dei carabinieri purtroppo il problema non possiamo risolverlo noi - aggiunge - Noi diamo una mano e invitiamo i visitatori a denunciare la presenza di abusivi, ma va anche tenuto conto che la Reggia si estende per oltre 3,5 km e forse rispetto all'estensione il personale interno risulta insufficiente".

Il problema della presenza di venditori abusivi dentro e fuori la Reggia di Caserta "è una questione vecchia", risolvibile "installando dei chioschi nelle aree antistanti la facciata su Piazza Carlo III". La proposta arriva dal sindaco di Caserta Pio Del Gaudio, che ricorda "la soluzione che trovammo con il prefetto, quando ero assessore alle attività produttive, con l'installazione di otto chioschetti". "Il soprintendente Vona conosce la mia posizione - spiega all'Adnkronos Del Gaudio - e credo che nelle prossime giornate affronteremo questo tema con l'augurio di trovare una soluzione insieme". Nei giorni scorsi Del Gaudio, attraverso i social network, ha denunciato le condizioni nelle quali versava il Parco della Reggia in particolare nelle giornate festive del 25 aprile e del 1° maggio, quando "orde barbariche di ragazzetti scostumati hanno invaso il complesso trattandolo come luogo di scampagnate". "Bisogna prendere in considerazione la possibilità di recintare la piazza e di regolarne gli accessi. Le forze dell'ordine non possono star dietro agli incivili e anche ai venditori ambulanti. In ogni caso - sottolinea il sindaco di Caserta - io, che sono stato critico e che sono arrivato a far installare un corno davanti all'entrata, non posso non notare che un cambio di rotta c'è. La polizia municipale, ma anche la Questura, la Prefettura e i Carabinieri stanno intensificando i controlli", conclude.

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