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Lavoro: Regioni, risorse non adeguate per ammortizzatori sociali

22 gennaio 2015 | 14.07
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Il parere sul decreto attuativo del Jobs Act: "Occorrono modifiche e occorre riportare le competenze delle politiche attive alle Regioni, così come da costituzione vigente". Regioni sul piede di guerra anche per il riordino dei servizi per il lavoro provinciali.

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Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle Regioni

"Risorse non adeguate" e "non sufficienti a garantire" l'applicazione delle nuove norme sugli ammortizzatori sociali. E' l'osservazione sul decreto attuativo del Jobs Act in materia di protezione sociale, che le Regioni trasmetteranno oggi ai presidenti delle commissioni Lavoro di Camera e Senato.

Nel parere le Regioni esprimono "preoccupazione in merito alle coperture finanziarie che non risultano sufficienti per garantire l’attuazione delle misure disciplinate dal decreto, sebbene nella nuova formulazione del provvedimento gli oneri conseguenti alle nuove misure debbano essere coperti, in particolare, con le risorse derivanti da altri decreti attuativi della legge n. 183/2014, non ancora individuate".

"In linea generale -si legge nel parere- sembrano non adeguate le risorse stanziate dall’art. 1 della legge di stabilità 2015 per far fronte all’attuazione degli interventi complessivamente previsti nel Jobs Act. In tal senso, si rileva che la legge di stabilità 2015 ha stanziato 2.200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016 e 2.000 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2017, di cui ad esempio solo 869 milioni di euro per il 2015, 1.774 milioni di euro per il 2016, 1.902 milioni di euro per il 2017 sono destinati alla copertura degli oneri derivanti dallo schema di decreto in oggetto".

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