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Renzi: "Letta serio, ma su Conte e M5S opinioni diverse dal Pd"

06 aprile 2021 | 13.58
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Il leader di Italia Viva: "Non voglio stare con Salvini e la Meloni a destra, ma nemmeno con i grillini a sinistra"

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“Letta sta cercando di fare un lavoro molto serio nel Pd, gli auguro buon lavoro. Il suo non è un compito semplice. Il Pd era quello che diceva ‘o Conte o morte’, oggi con Letta il Pd è uno dei più grandi sostenitori di Draghi. Con il Pd abbiamo un’opinione diversa” su M5S e Conte. Lo dice Matteo Renzi, leader di Italia Viva, dopo l'incontro con il nuovo segretario del Partito Democratico.

"Io non voglio stare con Salvini e la Meloni a destra, ma nemmeno con i grillini a sinistra. Letta cerca un’alleanza strategica con il M5S e con Conte, vedremo chi ha ragione da qui ai prossimi 2 anni. Letta non vuole un Pd subalterno ai 5 Stelle, credo che il M5S sia molto diviso. I 5S facciano quel che credono, nella mia scala di interesse sono tra il -7 e il -9. Hanno detto tutto e il contrario di tutto, Letta è una persona intelligente e ha grande esperienza politica", rimarca Renzi.

"A ottobre avremo il voto a Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna e nel collegio suppletivo di Siena. Il M5S per me celebra un fallimento: Virginia Raggi a Roma ha fallito, Chiara Appendino a Torino ha fallito. Per non sono esperienze replicabili, io se fossi il Pd non farei un accordo. A Roma, tra Raggi e Carlo Calenda voto Calenda a occhi chiusi. Penso che in alcune città Italia Viva possa dare una mano”, dice ancora il leader di Iv.

"Nel M5S dicono che dovrei smettere di far politica. Sono loro che dovrebbero cominciare...Guardiamo alla sostanza: abbiamo cambiato l’Italia con una serie di provvedimenti varati mentre eravamo al governo, non lo considera nessuno". Di fare politica "ho molta voglia", assicura Renzi. "Con Italia viva abbiamo intentato tante battaglie, sul family act, sul piano shock, adesso sul piano Sanità 20-30. Stiamo facendo proposte concrete".

I viaggi all'estero "non sono incompatibili" con questi impegni: "Quando faranno una legge per dire che chi sta in Parlamento non può fare un altro lavoro deciderò. I viaggi sono a mie spese, la mia dichiarazione dei redditi versa più di quanto guadagno da parlamentare, se ci sarà da scegliere sceglierò".

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