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Renzi: "Non si può tenere il Paese ai domiciliari"

27 aprile 2020 | 13.20
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"Riapriamo fabbriche o moriremo di fame"

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"L'emergenza c'è, dobbiamo avere massimo rispetto" per chi la perso la vita o un proprio caro, "dico tuttavia che questo virus è stato letale per un problema di afflusso eccessivo in terapia intensiva. Noi oggi non abbiamo l'emergenza di un mese e mezzo fa, allora riapriamo sennò moriamo di fame invece che di Coronavirus". Così Matteo Renzi intervenendo su Tgcom24. "Evitiamo di fare polemiche ma anche io sono molto molto perplesso - ammette il leader di Italia Viva -. E' un mese che chiedo di riaprire. La Spagna riapre, la Germania riapre i negozi, in Francia riaprono le scuole, noi abbiamo avuto il lockdown più duro di tutti. C'è qualcosa che non va. Dirò al premier quello che non va in Aula giovedì al Senato", dice Renzi rimarcando a più riprese che le misure sono contenute in un Dpcm, quindi "decise da Conte, non sono mai state discusse in un Consiglio dei ministri".

Per Renzi "non è immaginabile continuare a tenere il paese agli arresti domiciliari". Il leader di Iv non nasconde affatto il malcontento per il Dpcm. Un provvedimento rispetto al quale l'ex presidente del Consiglio ha preso le distanze in maniera netta: "Chi è lo Stato per decidere se andare a trovare un cugino e non la fidanzata? Queste norme sono incomprensibili. Dirò la mia a Conte giovedì in Aula al Senato, diversamente non si è potuto perché si tratta di un Dpcm, non di un decreto. Non è che io lo posso cambiare come senatore, altrimenti farei un bell'emendamento. Ma perché il premier ha scelto di fare un Dpcm e non un decreto legge? Se fosse così lo cambieremmo ma invece non è così, ma in Aula giovedì gli dirò tutto quel che penso". A Conte Renzi ha anche rimproverato di non aver spiegato "tutto ieri, di come fare il test sierologico" o di non aver fatto accenno alla App di tracciamento.

"Io l'ho detto anche un mese fa, mi prenderanno per pazzo ma sono contrario alle scuole chiuse. E almeno le terze medie e le quinte superiori, cioè i ragazzi che devono sostenere gli esami, li avrei rimandati a scuola a partire da maggio. Ma visto che hai deciso di non mandarli a scuola, almeno utilizza questi mesi per fare i lavori nelle scuole...", continua ricordando che giovedì in Cdm approda un dl di 55 miliardi. "Almeno non abbiamo buttato via questi mesi", rimarca ancora prima di aprire un altro tema legato alla chiusura delle scuole: "io ho due figli, ma viviamo in una bella casa, abbiamo il wi-fi, il computer, ma tutti quelli che non hanno il wifi, l'ipad, il pc? Così ampliamo le disuguaglianze e non mettiamo nemmeno a posto le scuole", lamenta Renzi.

"Abbiamo fatto le Unioni Civili, crediamo nella libertà, non possiamo permettere allo Stato di decidere chi dobbiamo vedere. Altro che #congiunti", scrive quindi su Twitter pubblicando una parte della sua intervista a Tgcom24. "La libertà delle persone -ha affermato l'ex premier- non può essere messa in discussione, questo è il punto fondamentale. Non si possono considerare gli italiani come bambini. Non si può mettere in discussione se incontri Tizio o Caio, perché questo non ti compete, non tocca allo Stato".

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