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Renzi: "Serve governo coalizione, ruolo centrale per Pd"

17 gennaio 2021 | 09.47
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"Il Partito Democratico sa che senza Italia viva non ci sono i numeri. Forse non sarà più amore, ma almeno è matematica. Se Zingaretti insiste a dire no a noi, finisce col dare il Paese a Salvini"

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"Da mesi chiediamo un salto di qualità nell'azione del governo. Serve un sogno per l'Italia, non l'incubo del litigio quotidiano. Serve un progetto, una visione, una strategia. La chiediamo da mesi: se finalmente gli altri ci sono, ci trovano preparati. Basta polemiche, parliamo di sanità, di giovani, di futuro. Torniamo alla politica". Lo dice il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, in un'intervista al Corriere della Sera, spiegando le ragioni della rottura con il governo Conte: "Noi non abbiamo rotto: abbiamo chiesto risposte su scuole, vaccini, infrastrutture, lavoro. Non le abbiamo avute. Abbiamo parlato in Parlamento, organizzato tavoli di maggioranza, fatto interventi ovunque. Tutte le volte che aprivo bocca mi dicevano: 'Ecco l’uomo dei penultimatum', chiede e non ottiene, parla solo per cercare visibilità personale. Alla fine — con molto dolore—le ministre Bellanova e Bonetti e il sottosegretario Scalfarotto, tre persone straordinarie che fanno politica per servizio e non per interesse, si sono dimesse".. Non hanno rotto con Conte: hanno riaffermato la bellezza e la dignità della politica".

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Quanto al fatto che il Pd considera chiusa l'esperienza con Iv, Renzi sottolinea: "Se qualcuno nel Pd preferisce Mastella alla Bellanova o Di Battista a Rosato ce lo farà sapere. Noi vogliamo che si formi un governo di coalizione con un ruolo fondamentale per il Pd e per i suoi esponenti. Il Pd sa che senza Italia viva non ci sono i numeri. Forse non sarà più amore, ma almeno è matematica. Se Zingaretti insiste a dire no a Italia viva, finisce col dare il Paese a Salvini. È questo ciò che vuole? Conosco le donne e gli uomini del Pd. Dai gruppi parlamentari alle cucine delle case del popolo nessuno vuole regalare il Quirinale ai sovranisti".

Se invece Conte al Senato ottenesse i 161 voti, per Renzi "sarebbe un atto di chiarezza. E riconoscerei il successo parlamentare per il premier". E aggiunge: "Da senatore continuerò a sostenere l’Italia sulle cose che condivido e votare contro le cose che non condivido". Se anche non avesse i 161 voti, comunque Mattarella non avrebbe obiezioni. "Ciò che decide di fare il presidente non si commenta. E ho molto rispetto per qualunque decisione verrà presa dal premier. Il presidente della Repubblica è l'arbitro in campo, noi giocatori dobbiamo rispettarne le decisioni senza troppe parole inutili". Sull'astensione, "decideremo alla riunione di gruppo ma credo che sia la scelta più saggia", ammette Renzi.

Infine, "ogni giorno leggo di fughe da Italia Viva raccontate dai media con la drammaticità di un esodo biblico". "La realtà è che da quando siamo partiti abbiamo registrato quarantanove arrivi e due partenze. Numeri straordinari direi", dice il leader di Italia Viva, parlando di "numeri distanti dalla narrazione di un partito in crisi. Uno ci ha lasciati, altri sono in arrivo. E soprattutto il gruppo al Senato—decisivo per questa battaglia —è super compatto. Abbiamo diciotto senatori e il loro voto martedì sarà decisivo", conclude Renzi

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