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Restano solo 3mila tigri, a rischio estinzione in 5 anni /Video

27 luglio 2016 | 10.32
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La Tigre di Bali a partire dal 1937, la Tigre del Caspio dopo il 1970 e la Tigre di Java negli anni ‘90: è la triste cronologia della scomparsa di tre delle nove sottospecie di questo splendido felino. Le sei sottospecie che restano oggi sul pianeta, hanno sopportato una riduzione del proprio habitat originario del 93% negli ultimi cento anni e sopravvivono in equilibrio sulla soglia dell’estinzione con meno di 3mila esemplari.

“Avanti così e tutte le tigri viventi oggi in natura saranno estinte nei prossimi 5 anni”, fa sapere l’International Tiger Day, l’istituzione formata nel 2010 che decretò per ogni 29 luglio le celebrazioni per la Giornata Mondiale della Tigre. A fronte di un'ennesima estinzione in natura, l’unico strumento a disposizione potrebbe essere la reintroduzione in natura di esemplari allevati nei parchi zoologici, progetti scientifici lunghi e complessi che coinvolgono anche le popolazioni locali ma che hanno bisogno di decenni per realizzarsi.

“Ci troviamo nel bel mezzo della sesta estinzione di massa delle specie animali e sui parchi zoologici del mondo grava la responsabilità di conservare il patrimonio genetico di moltissime specie che in natura vedono la propria fine”, sottolinea Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo, dove vive una coppia di Tigri siberiane: Amka e Luva.

Queste due tigri, attentamente monitorate dal settore Ricerca e Conservazione in collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, sono una sottospecie originaria delle foreste boreali e temperate della Siberia sudorientale che lì sopravvive con 360 esemplari. Amka e Luva hanno 10 e 15 anni e arrivano uno dallo Zoo di Vienna, l’altra dallo Zoo di Zurigo.

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