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Riapertura discoteche febbraio 2022, le reazioni alla data

31 gennaio 2022 | 16.08
LETTURA: 7 minuti

A quanto apprende l'Adnkronos sarebbe nel weekend prima di San Valentino

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(Fotogramma)

Quando si potrà tornare a ballare nei locali in Italia? A quanto apprende l’Adnkronos il governo avrebbe deciso di riaprire le discoteche per il weekend di febbraio che precede la festività di San Valentino. Quella della riapertura delle discoteche sembra essere una data di ‘compromesso’ fra l’orientamento di chi, come il ministro Speranza, non ritiene sia ancora il momento del via libera ai balli al chiuso e chi, raccogliendo l’appello dei gestori, invece si basa sul calo in atto della curva epidemiologica e vorrebbe riaprire subito. Il prolungamento sia per consentire ai gestori di prepararsi alla riapertura sia per prendere tempo e osservare ancora l'andamento della curva dei contagi. Vediamo che ne pensano i protagonisti del mondo della notte e gli esperti Covid.

CECCHETTO

"E’ pazzesco, è una storia infinita: nelle enciclopedie fra poco scriveranno ‘c’erano una volta le discoteche'” dice all'Adnkronos Claudio Cecchetto. "Le discoteche sono a rischio di estinzione – aggiunge il dj e produttore musicale – Ed è logico che molti del settore hanno cambiato lavoro, ma speriamo che questa sia la volta giusta”.

“A mio figlio – prosegue Cecchetto - ho consigliato di fare il vaccino, “anche perché, oltre a proteggerti, così vai in vacanza e in discoteca. Questo è uno dei motivi che hanno dato per farlo. Se però chiudi lo stesso, come è avvenuto, il vaccino non lo faranno più. Tornando alle discoteche, ritengo che siano posti più sicuri di altri e i gestori vogliono fare andare in maniera corretta le cose, rispettando le regole, perché sono i primi a rimetterci”.

TITOLARE HOLLYWOOD

"Speravamo di riaprire il 31 gennaio, cioè oggi, vedendo che anche all'estero c'è stato un allentamento generalizzato delle misure contro il Covid e in uno scenario complessivo in cui la gravità dell'epidemia sembra molto ridotta. Certo, se il 10 febbraio è la data ultima affinché possiamo tornare a svolgere il nostro lavoro e dare un aiuto al decremento dei ricoveri e delle terapie intensive, faremo uno sforzo". Tira un sospiro di sollievo Alberto Baldaccini, socio della discoteca Hollywood, punto di riferimento della vita notturna milanese da oltre 30 anni. Dopo essere stato costretto, qualche mese fa, a spegnere le luci del suo dancefloor, come tutte le discoteche italiane, è fiducioso che i locali da ballo possano riaprire i battenti a partire dal weekend che precede San Valentino, come sta pensando di fare il governo.

"L'importante - spiega Baldaccini all'Adnkronos - è che questa sia veramente l'ultima chiusura altrimenti sarebbe uno stillicidio. Sarebbe impossibile programmare la sopravvivenza delle società. Quando viene indicata una data di riapertura poi deve essere rispettata. Parliamo di stipendi da pagare, scadenze da rispettare, finanziamenti e mutui, pagamenti ai fornitori. Non è un gioco, abbiamo a che fare con delle aziende da gestire, con tutte le complicazioni che comportano".

Nonostante sia speranzoso sulle riaperture delle discoteche, Baldaccini non nasconde preoccupazione per la questione legata al caro energia. "Per noi è un costo importante - spiega - dagli impianti di condizionamento, alle luci, all'audio, l'energia elettrica ha un impatto considerevole sui costi del locale, che fortunatamente sono variabili. Sicuramente quando riapriremo vedremo la differenza, non saranno più le bollette cui eravamo abituati anni fa".

DJ ANICETO

“È triste dirlo, ma dagli anziani pieni di pregiudizi al Governo saremo sempre visti come dei diavoli e come vittime da sacrificare, da buttare sulla brace” dice all'Adnkronos dj Aniceto. “Forse dovremmo emigrare in Inghilterra dove dal 26 gennaio c’è ‘il libera-tutti’. Viva la monarchia!”, aggiunge il dj anti sballo, intendendo che dove c’è la monarchia paradossalmente in questo momento c'è più libertà e che sono comunque “meglio poche teste pensanti che centinaia come in Italia”.

“Sono veramente stanco di questi politici che non ne combinano una buona – dice ancora Aniceto -. Decidono tutto e il contrario di tutto, con il Covid che ormai si è trasformato in una semplice influenza. Ancora c’è confusione e a questo punto, con questo Governo, è meglio che le discoteche restino chiuse fino all’estate per riaprire poi a pieno regime. Non è giusto essere trattati come dei bambini all’asilo in castigo. Non abbiamo bisogno di contentini e aperture a intermittenza, che fanno solo male al settore e creano confusione e discontinuità. In questo momento abbiamo solo bisogno di aiuti economici per tutti quelli che lavorano nel settore. Resto comunque scandalizzato da Sanremo – conclude - Ho degli amici lì e ci sono dappertutto dei grossi assembramenti. Trovo veramente squallido dare la possibilità al Festival di ripartire quasi a pieno regime e considerare le discoteche ancora come Satana”.

ASOLI

“Il mondo delle discoteche non ha più fiducia nelle istituzioni, il 50% dei locali ormai non riaprirà più” dice all'Adnkronos l'event manager Alessandro Asoli. “Hanno massacrato un settore – dichiara il gestore del Circolo degli Illuminati di Roma - e la gente ormai prende un volo e va in Messico, Costa Rica, Miami, dove è tutto aperto, dove le feste durano anche 2 giorni consecutivi dove si può ballare nelle foreste di Tulum accanto all’oceano senza limiti di alcool e capienze".

"In Italia invece le persone non escono più la notte - sottolinea Asoli -quando il divertimento deve sottostare a regole vecchie fatte da vecchi che al massimo nella loro vita hanno fatto tardi per mangiare una pizzetta e alle 11 a casa. Anche se riaprono a febbraio – conclude - ormai il settore è perduto, riaprirà chi ha le spalle grosse e chi non ha ceduto alla malavita che vuole investire nella notte per evidenti ragioni… Per far ripartire il settore serve un anno bianco - conclude - Riapertura senza limiti di orari e capienze".

PINTON

Il numero dei contagi è al momento devastante e per me va bene che si aspetti per riaprire le discoteche” dice all'Adnkronos Tito Pinton. “Purché non si vada oltre” febbraio, avverte il patron del Muretto di Jesolo, dell’Extra Extra di Padova e del Musica di Riccione e New York, spiegando che “in Veneto e in Emilia, ad esempio, si lavora fino a Pasqua perché poi, con la bella stagione, si balla all’aperto. Dunque – conclude - se si riaprisse" a febbraio "sarei per la prima volta felice, anche perché penso che se fossimo ancora in una situazione pandemica il problema dovrebbe riguardare anche altri settori e non soltanto i locali da ballo”.

PREGLIASCO

"Riaprire le discoteche per San Valentino? Accontentiamoli, però teniamo conto che sono contesti a rischio" dice all'Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente alla Statale di Milano, sulla richiesta avanzata dai gestori dei locali da ballo al Governo di non prorogare oltre 2 settimane la chiusura.

"E' chiaro che bisogna considerare anche le esigenze di tutti i lavoratori, loro sono stati massacrati - riconosce l'esperto - ed è comprensibile la richiesta. Va tenuto conto dell'esigenza di riaprire e anche del desiderio di tanti di ritornare alla normalità. Io dico facciamolo, ma con grande buonsenso".

ANDREONI

"Le discoteche sono uno dei posti a maggior rischio di trasmissione dell'infezione da Sars-CoV-2, vuoi perché si balla, si canta e si urla, il tutto con persone ammassate" dice all'Adnkronos Salute Massimo Andreoni,primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit). "Posso capire l'esigenza di un settore che è stato fortemente penalizzato in questo periodo, ma si potrà parlare della riapertura dei locali da ballo solo con l'arrivo dell'estate e non prima. Con regole precise e Super green pass".

MINELLI

Per riaprire le discoteche "meglio aspettare la primavera", perché "a differenza di cinema e teatri non possono contemplare l'uso della mascherina, per ovvie ragioni legate alle esigenze di movimento e conseguentemente di respirazione durante il ballo". Lo ha detto all'Adnkronos Salute l'immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud-Italia della Fondazione per la medicina personalizzata, sulla richiesta avanzata dai gestori dei locali da ballo al governo.

GISMONDO

"Lasciarle chiuse - osserva la microbiologa Maria Rita Gismondo all'Adnkronos Salute - avrebbe un senso se i ragazzi veramente stessero fra loro senza un eccessivo ravvicinamento, ma ciò non accade perché organizzano le feste a casa". I giovanissimi e non solo loro. Ma "mentre in una discoteca si può imporre un certo controllo, per esempio si potrebbe anche chiedere un tampone rapido o una verifica all'ingresso di qualche tipo - precisa la direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano - nelle feste private questo non accade e si possono creare focolai" Covid. "Quindi sì all'apertura delle discoteche - concorda Gismondo - con un opportuno controllo".

PISTELLO

"La riapertura delle discoteche è un passo verso la normalità" dice all'Adnkronos Salute Mauro Pistello, direttore Unità di Virologia Azienda ospedaliera universitaria di Pisa, vicepresidente della Società italiana di microbiologia. "E' vero che dal punto di vista sanitario possono essere i luoghi più a rischio di contagio, ma oggi abbiamo alcuni punti fermi per garantire la sicurezza: il super green pass, il ricambio dell'aria, un numero limitato di ingressi. Se vengono rispettate queste condizioni, i locali da ballo posso riaprire".

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