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Riaperture, Franceschini: "Per concerti stesse regole stadi calcio"

14 aprile 2021 | 12.40
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Monta la protesta del mondo dello spettacolo e della cultura per la decisione di riaprire l'Olimpico per gli Europei di calcio. Il ministro: "Riapriranno anche luoghi al chiuso"

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Se gli stadi riaprono parzialmente per le partite di calcio, le stesse regole devono valere per i concerti. Monta la protesta del mondo dello spettacolo e della cultura per la decisione di riapre l'Olimpico di Roma per gli Europei di calcio, consentendo l’ingresso a 17mila persone (circa il 20-25 per cento della capienza).

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In una nota del ministero della Cultura, si sottolinea che "in relazione alle notizie di stampa apparse stamattina riguardo ad una differenziazione tra la presenza del pubblico negli eventi sportivi e in quelli culturali, il Ministero della Cultura precisa che: sia nell’audizione di lunedì sia nelle proposte inviate ieri al Cts, il Ministro Franceschini ha chiesto che, nel caso in cui si dovessero autorizzare eventi sportivi con pubblico, le stesse regole dovrebbero riguardare i concerti e gli spettacoli negli stadi o in spazi analoghi".

Franceschini: "Farò il possibile, riapriranno anche luoghi al chiuso"

"Intendo fare tutto il possibile per garantire la riapertura di tutti i luoghi dello spettacolo, il settore è stato colpito molto duramente e ha avuto sostegni significativi in quest'anno ma sta attraversando una sofferenza enorme", ha poi detto il ministro della Cultura nel corso del question time alla Camera, sottolineando che "bisognerà puntare sui prossimi mesi che si prestano in Italia a una serie di eventi all'aperto. Riapriranno anche in condizioni di sicurezza i luoghi al chiuso", ha assicurato il ministro.

"Abbiamo la possibilità, per come è fatta l'Italia, allargando un po' le regole sui numeri, in sicurezza, di fare una grande stagione all'aperto perché abbiamo bisogno come paese di avere le nostre piazze, le nostre arene piene di musica, di cinema, di danza, di teatro e di attività culturali. E' anche in modo di far ripartire motivatamente il Paese".

"E' già in vigore una norma che prevede che in zona gialla riaprano i musei, che sono stati aperti, e di cinema e teatri con delle condizioni del protocollo di sicurezza molto dettagliate preparate e stese con le organizzazioni di categoria. Io ho sentito le categorie, ho incontrato due giorni fa il Cts e in una lettera ho chiesto nelle zone gialle di ampliare la capienza dei locali. Ad oggi nella norma è prevista la possibilità di riaprire con il 20% dei posti di una sala al chiuso, al massimo 200 persone, e al massimo 400 persone all'aperto. Ho chiesto al Cts di poter passare al 50% della capienza, fino 500 persone al chiuso e fino a 1000 all'aperto, con la possibilità alle Regioni, come è stato l'anno scorso, di dare deroghe per luoghi particolari che consentano di avere una capienza maggiore, magari anche con misure di precauzione maggiore", ha detto ancora il ministro.

"Ho precisato oggi e l'ho scritto nella lettera di ieri al Cts che qualora venisse prevista la riapertura degli stadi per le partite di calcio, se nello stesso luogo si dovesse svolgere un concerto, le regole dovranno essere identiche e non ci potranno essere differenze perché non si va in base all'importanza dell'evento o al suo valore, ma si va in base a delle regole che devono essere uguali per tutti".

INDUSTRIA MUSICALE

"È evidente che siamo di fronte ad una farsa. Si dibatte su protocolli stringenti sui quali dovrebbe esprimersi il CTS, per consentire quest’estate eventi musicali con mille o poco più persone all’aperto, e nello stesso momento si approva un piano per l’accesso di oltre 16 mila persone all’Olimpico in occasione degli europei di calcio?" Così il Ceo della Fimi (Federazione dell'Industria Musicale Italiana) commenta con l'Adnkronos il via libera del governo al pubblico per le partite degli Europei di Calcio per almeno il 25% della capienza dello stadio come richiesto dal'Uefa.

"Apprendiamo con grande felicità la notizia della possibile partecipazione dei circa 16 mila spettatori alle quattro partite degli Europei, è ottima per il settore sportivo visto che tutti hanno bisogno di rialzarsi e di provare a ripartire. Quello che ovviamente auspichiamo, è che gli stessi criteri vengano applicati per il settore dello spettacolo e della musica dal vivo, in ginocchio da più di un anno", affermano quindi in una dichiarazione congiunta i vertici delle maggiori agenzie di musica live operanti in Italia, Roberto De Luca (Live Nation), Ferdinando Salzano (Friends&Partners), Clemente Zard (Vivo Concerti).

"Sono mesi ormai, precisamente da dicembre dello scorso anno, in occasione dei primi incontri con le istituzioni e con alcuni componenti del comitato tecnico scientifico, che ribadiamo che il punto fondamentale per poter cominciare nuovamente a rimettere la musica sul palco è che venga definita una regola per il calcolo delle 'capienze Covid'. La capienza Covid, con tutte le prescrizioni previste (afflusso e deflusso distribuiti e separati, misurazione della temperatura, distanziamento all’interno delle venue con sedute fisse, igienizzazione degli spazi e l’utilizzo della mascherina da parte del pubblico) deve essere calcolata non a numero fisso bensì in relazione ai metri quadrati disponibili per ogni singola venue e possa permettere l’applicazione precisa di tutte le norme del protocollo di sicurezza", sottolineano.

"E’ ovvio che la tutela della salute del pubblico ha la priorità, ma se i protocolli sicuri valgono per lo sport, certamente devono valere anche per la filiera della musica live che ha già 'sperimentato' con successo nel 2020 alcuni concerti con un minimo di 1000 spettatori fino all’Arena di Verona con 4.500 spettatori in occasione della 'settimana della Musica' a settembre", aggiungono.

"La possibile differenziazione di 'capienze covid' tra calcio e musica è inaccettabile - ribadiscono - e su questo punto tutta la filiera legata alla musica live, compresi gli artisti, sono pronti a prendere posizioni forti e nette".

"In ultima battuta ci preme sottolineare che questa possibile capienza, pari al 25% di quella ufficiale (con le relative prescrizioni), rende comunque impossibile la realizzazione dei grandi eventi musicali nel 2021 sia per motivi logistici che economici, di conseguenza tutti i grandi eventi previsti con 'capienza normale' saranno rinviati al 2022. Siamo invece pronti a creare dei ricchissimi cartelloni musicali in ogni città e/o località di richiamo turistico con capienza Covid, capienza che non può essere inferiore alle 1000 persone e deve poter salire sulla base dei metri quadrati a disposizione di ogni venue", concludono.

TEATRI

A Roma un gruppo di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura hanno occupato il Globe Theatre per protesta. Dopo più di un anno dal blocco degli spettacoli dal vivo, i lavoratori chiedono una riforma strutturale del settore, devastato dalla chiusure causate dalla pandemia. La Rete dei lavoratori dello spettacolo reclama continuità di reddito e maggiore sostegno a chi lavora nel settore degli spettacoli dal vivo. Un grosso striscione alle loro spalle recita: "A noi gli occhi, please" richiamando lo spettacolo di successo di Gigi Proietti, che fu direttore del teatro.

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