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Riaperture, Galli: "Parlai di rischi e invece Italia migliora, svolta dai vaccini"

30 maggio 2021 | 07.57
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"I vaccini stanno avendo un impatto tale che non credo possibile una nuova ondata autunnale comparabile a quella che abbiamo subito lo scorso anno"

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(Fotogramma)

"Il mio è un compiaciuto stupore perché in Italia i numeri dell’epidemia sono in netto miglioramento, al di là delle più rosee aspettative. Con le riaperture c'era un 10% di probabilità che le cose seguissero questa via, ma alla fine è andata bene e ne sono davvero felice". Lo dice in un'intervista al 'Corriere della Sera' Massimo Galli, direttore delle Malattie infettive dell'Ospedale Sacco di Milano, sottolineando che "la campagna vaccinale ha comportato una svolta, che non sarà temporanea. I vaccini stanno facendo da scudo per morti e ricoveri, hanno spostato gli equilibri più velocemente di quanto mi aspettassi e lo zoccolo dei vaccinati sta crescendo ulteriormente".

Galli parlò di 'rischio calcolato male'. "È vero, ma io sono un medico, mi baso sui dati - sottolinea - non sulle opinioni. Quando il 26 aprile si sono aperte molte danze, la situazione non faceva presagire che le cose sarebbero andate così bene. I numeri non erano per niente rassicuranti, i contagi e i decessi erano ancora elevati, non era inverosimile pensare che ci sarebbe potuta essere una ulteriore crescita dei contagi. Non avevamo ancora raggiunto la soglia promessa dei 500 mila vaccini al giorno e persisteva l'incognita delle dosi: non avevamo la certezza che davvero ci sarebbero state consegnate quelle promesse".

Galle rileva che "l'immunizzazione ha funzionato meglio nel nostro Paese rispetto altrove, in proporzione ai vaccini fatti. Merito anche degli anziani e dei fragili che hanno fatto in modo di esporsi il meno possibile al virus". Quanto al futuro, secondo Galli, "dovremo imparare a convivere" con il virus "cercando di contenerlo e nel frattempo proseguire in modo serrato con la campagna vaccinale. Non abbiamo una soluzione completa del problema, ma abbiamo un andamento che rende meno pesante l'ingerenza della malattia sul nostro quotidiano e la prospettiva che la ripresa sia un fatto concreto".

E sul prossimo autunno Galli si dice "ottimista. Il virus, è vero, sta circolando ancora molto tra le fasce di età più giovani, spesso del tutto asintomatiche e che per questo non fanno il tampone. Ma anche tra queste categorie sta aumentando e crescerà ancora il numero di vaccinati. La gente è stanca, in estate si prenderà la sua libertà, ma i vaccini stanno avendo un impatto tale che non credo possibile una nuova ondata autunnale comparabile a quella che abbiamo subito lo scorso anno. A meno di non imbatterci in una nuova variante talmente cattiva, ma spero proprio di no, da eludere la risposta vaccinale. Oggi sappiamo che si possono aggiornare rapidamente i vaccini, se dovesse essere necessario".

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