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Ricerca: a Bologna stampanti 3D per parti del corpo umano

07 maggio 2014 | 15.55
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Roma, 7 mag. (Adnkronos Salute) - Protagonista di telefilm come 'Grey's Anatomy', la stampante 3D in medicina non è più fantascienza. "Stampare parti del corpo umano non è una cosa del futuro, è una realtà". Parola di Massimo Moretti, promotore del progetto Wasp, che con le sue stampanti 3D sarà tra i protagonisti della tappa bolognese di 3DPrint Hub a Exposanità (Bologna Fiere, 21-24 maggio) per mostrare le applicazioni di questa tecnologia in ambito medicale. A dare il loro contributo, oltre a CSP/Wasp, saranno Sharebot, Btek, Gimax3D, On/off officina di coworking, Scanny3D, Ecosanit, Proteo, Renishaw e Spring.

A Exposanità saranno presenti con stampanti in grado di stampare modelli e ricostruzioni, per un'analisi preventiva dell'intervento, ma anche di realizzare impianti reali. "Il nostro obiettivo è quello di presentare agli operatori macchine a prezzo abbordabile perché siamo convinti che sia possibile connettere il mondo dei Fab Lab, con il mondo professionale per realizzare nuove sperimentazioni", spiega Moretti. Dello stesso parere i giovani maker di Sharebot, che saranno presenti con le loro stampanti. "L'Italia inizia a muoversi - commenta Matteo Abbiati di Sharebot - Soprattutto per quanto riguarda la ricerca sui diversi materiali. In questo momento c'è un grosso gap tra quello che dicono teoricamente le aziende che producono materiali e quello che poi concretamente si riesce a fare con questi materiali".

Per l'ambito medicale, infatti, la sfida si gioca sul fronte della ricerca sui materiali per la stampa 3D con l'obiettivo di rendere impiantabile, e quindi compatibile con il corpo umano, ciò che viene stampato. "Attualmente si usano le ceramiche, il polimetilmetacrilato, i pic che sono dei polimeri stabili, e il caprolactone un materiale che si riassorbe all'interno del corpo umano in 6 mesi - racconta Moretti - Anche se con alcune tecniche particolari, è possibile accelerare questo processo combinando la parte d'osso con il caprolactone e ottenere in laboratorio un osso da impiantare. Tecniche che stanno riscontrando un rapido successo, così come la stampa di materiali organici, dove su supporti cartilaginei stampati in 3D vengono coltivate cellule staminali per dar vita ad una parte che sia della stessa materia del corpo del paziente. Le strade sono affascinanti: stampare pezzi del corpo umano non è più una cosa del futuro". (segue)

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