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Ricerca: allarme internisti Fadoi, in 5 anni - 38% studi indipendenti

12 marzo 2014 | 12.33
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Roma, 12 mar. (Adnkronos Salute) - Ricerca indipendente a rischio in Italia: in 5 anni gli studi no profit sui medicinali si sono ridotti di circa il 38%. E' l'allarme degli internisti della Fadoi, riuniti oggi e domani per il loro convegno nazionale dedicato a 'Globalizzazione e competitività: una sfida per la ricerca indipendente', nella sede del ministero della Salute di via Ribotta a Roma. In Italia - ricordano gli internisti - il 32,3% della ricerca scientifica sui farmaci è no-profit. Un contributo importante soprattutto se si considera che in Europa le percentuali si attestano al 19,8%. Eppure nonostante gli studi clinici non commerciali siano percentualmente più rilevanti rispetto alla media europea, questa preziosa risorsa per il Paese rischia l’impasse.

Infatti, sebbene il numero totale delle sperimentazioni cliniche sui farmaci attivate in Italia nel 2012 segnali un'inversione di tendenza rispetto al trend decisamente in discesa degli ultimi 5 anni (si è passati dagli 880 studi censiti nel 2008 ai 676 del 2011, mentre nel 2012 si è osservata una piccola crescita del +3%, con 692 sperimentazioni), il fenomeno non sembra purtroppo interessare gli studi clinici non-commerciali. Come segnalano i dati dell’ultimo rapporto Aifa, la percentuale di ricerca no-profit in Italia è passata dal 41,4% del 2008 al 35,7% nel 2010, fino a raggiungere un 32,3% nel 2012. E così dai 364 studi registrati nel 2008 si è arrivati a 225 nel 2012. Circa il 38% in meno.

Una contrazione preoccupante - si sottolinea - soprattutto se si considera che quello della ricerca indipendente è un settore - promosso da strutture ospedaliere, universitarie, da associazioni scientifiche o singoli professionisti - che mira al miglioramento della pratica clinica e dell’assistenza sanitaria. Finalizzato quindi solo a un interesse pubblico. "Un patrimonio da non perdere e che alla luce della negativa inversione di tendenza registrata negli ultimi anni suggerisce l’opportunità di intervenire rapidamente con misure idonee a rilanciarlo", sostiene Fadoi. (segue)

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