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Ricerca: Cnr, primo video 3D di spermatozoi umani viventi

04 aprile 2014 | 16.26
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Roma, 4 mar. (Adnkronos Salute) - Primo video 3D che mostra spermatozoi umani viventi. Per aumentare la probabilità di successo della fecondazione occorre avere informazioni chiare su velocità e morfologia degli spermatozoi. Ebbene, grazie alla ricerca svolta da ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche - Istituto nazionale di ottica (Ino-Cnr) e Istituto per la microelettronica e microsistemi (Imm-Cnr) - in un futuro ormai prossimo i medici potranno disporre di un tracciamento per visualizzare morfologia e movimento degli spermatozoi all'interno di un volume. Il nuovo sistema video 3D rappresenterà quindi un nuovo strumento per gli studi sull'infertilità maschile. La ricerca, condotta in collaborazione con Rowland Institute di Harvard di Cambridge (Massachusetts) e Centro di fecondazione assistita di Napoli, è pubblicata su 'Biomedical Optics Express'.

"Gli attuali sistemi di analisi utilizzati per valutare la motilità degli spermatozoi - spiega Giuseppe Coppola dell'Imm-Cnr di Napoli - si basano su immagini bidimensionali e quindi non forniscono una informazione completa sul reale e naturale ambiente nel quale si muovono le cellule. La concentrazione e la mobilità degli spermatozoi sono lasciate a valutazioni visuali soggettive o a processi di analisi al computer sempre bidimensionali".

"Grazie all'acquisizione di una serie progressiva di ologrammi - aggiunge Giuseppe Di Caprio, anch'egli ricercatore Imm-Cnr attualmente presso il Rowland Institute - è possibile osservare il movimento degli spermatozoi nello spazio tridimensionale e al contempo individuarne eventuali anomalie di forma o di struttura, consentendo quindi di studiare e comprendere meglio i problemi di infertilità. Gli ologrammi sono registrati con luce laser a potenze tali da evitare danni alle cellule e senza la necessità di marcarli con composti fluorescenti".

"L'olografia digitale permette appunto la valutazione tridimensionale della morfologia di oggetti microscopici", conclude Pietro Ferraro dell'Ino-Cnr. "I risultati ottenuti confermano che la tecnica di microscopia olografica tridimensionale è uno straordinario strumento diagnostico che sarà cruciale nel futuro per l’imaging e la diagnostica nel settore delle biotecnologie su piattaforme cosiddette di tipo Lab-on-a-Chip, ovvero laboratori miniaturizzati che nel prossimo futuro sostituiranno i laboratori tradizionali".

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