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Ricerca: i probiotici volano nello spazio, studio su effetti in astronauti

26 maggio 2014 | 13.15
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Milano, 26 mag. (Adnkronos Salute) - I probiotici vanno in orbita. Studiare l'effetto dei 'fermenti vivi' sul sistema immunitario e sui batteri intestinali degli astronauti, confinati per mesi in condizioni di microgravità, è l'obiettivo di uno studio avviato in aprile da Yakult e dall'Agenzia spaziale giapponese Jaxa. L'accordo di collaborazione punta a esaminare gli effetti del consumo regolare di Lactobacillus casei Shirota sull'organismo degli esploratori dello spazio. I risultati saranno disponibili nel 2020, e secondo i promotori della ricerca potrebbero fornire informazioni utili alla gestione delle conseguenze dello stress - non solo spaziale, ma anche 'terrestre' - sulla salute.

"La prevenzione e il controllo delle infezioni durante i soggiorni prolungati nello spazio è un problema estremamente rilevante - spiega Lorenzo Morelli, direttore dell'Istituto di microbiologia della Facoltà di scienze agrarie, alimentari e ambientali dell'università Cattolica di Piacenza - Il forte stress a cui sono sottoposti gli astronauti, insieme all'assenza di gravità, porta infatti a un'alterazione dell'equilibrio del microbiota intestinale, con un aumento dei batteri aerobi patogeni che normalmente popolano il nostro intestino ma sono inoffensivi, e una riduzione dei batteri anaerobi buoni che hanno il compito di controllarli e mantenerli sotto il livello di pericolosità. Gli astronauti seguono inoltre una dieta particolare a base di cibi disidratati e sterilizzati, quindi non assumono i microrganismi introdotti ogni giorno con un'alimentazione normale. I probiotici - sottolinea lo specialista - consentono proprio di reintegrare i batteri buoni che aiutano l'organismo a difendersi dalle infezioni e che durante le missioni spaziali non possono essere assunti attraverso gli alimenti". (segue)

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