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Mobilità: studio, più fiducia nei compagni di carpooling che in colleghi e vicini

24 maggio 2016 | 16.43
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Europei e italiani hanno più fiducia nei compagni di carpooling che nei colleghi o nei vicini di casa. E' il risultato di una ricerca pubblicata oggi dalla New York University Stern School of Business e da BlaBlaCar, la piattaforma per i viaggi in auto condivisi. Il report dal titolo 'Entering the Trust Age' analizza i dati ottenuti da un'indagine condotta su 18.289 viaggiatori in carpooling in 11 Paesi europei evidenziando come le persone possano creare online una fiducia profonda le une nelle altre anche senza essersi mai incontrate di persona.

Un cambio di paradigma comportamentale in atto su larga scala, confermato dai risultati emersi in modo omogeneo in tutta Europa: gli intervistati dichiarano infatti di avere livelli di fiducia più alti nelle persone che appartengono alle community di cui anch'essi fanno parte (88%) rispetto a quanta ne abbiano in contatti reali come con i colleghi (58%) e i vicini di casa (42%).

Grazie alla loro struttura - sottolinea la ricerca - le piattaforme di condivisione online hanno reso possibile lo sviluppo della fiducia interpersonale su di una scala senza precedenti, permettendo alle persone di accumulare un 'capitale di fiducia' inimmaginabile fino a pochi anni fa. In passato, due individui avevano la necessità di incontrarsi e interagire più volte tra loro prima di potersi fidare reciprocamente.

Oggi - rileva lo studio - internet permette a ognuno di accumulare feedback da molte persone diverse a seguito di singole interazioni con ciascuna di loro: è così che un individuo può creare il proprio 'capitale di fiducia', ed è così che oggi una persona può decidere se riporre fiducia in un'altra semplicemente leggendone il profilo online, anche se in passato tra le due non c'è mai stato un contatto diretto.

Un cambio di rotta che, secondo l'analisi, consente di sbloccare immense opportunità di collaborazione tra gli individui: la fiducia online non è più limitata ad ambiti come l'ecommerce, in cui aveva iniziato a prendere forma negli anni Novanta, ma diventa centrale in interazioni ad alto coinvolgimento esperienziale come la condivisione dei viaggi in auto o l'ospitalità a breve termine.

"La fusione tra digitale e reale - Arun Sundararajan, professore della NYU Stern e autore del libro The Sharing Economy - ha le sue radici in queste infrastrutture di fiducia che possiamo ritenere ancora in una fase emergente. Inoltre, consente alle persone di avere opportunità di scambio prima inimmaginabili, ridisegna le nostre connessioni e pone le basi sulla futura organizzazione dell'attività economica mondiale".

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