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Rifiuti Lazio, arresti domiciliari per Flaminia Tosini e Valter Lozza

16 marzo 2021 | 08.43
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Carabinieri eseguono ordinanza per corruzione, concussione e turbata libertà di procedimento di scelta del contraente

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(Fotogramma)

Concussione, corruzione, e turbata libertà di procedimento di scelta del contraente sono le accuse mosse nei confronti di Flaminia Tosini, dirigente della Regione Lazio, nonché di Valter Lozza, amministratore delle società 'Ngr Srl' e 'Mad Srl', operanti nel settore dello smaltimento rifiuti. I Carabinieri del Comando Tutela Ambientale hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di Tosini e Lozza: quest'ultimo avrebbe ottenuto indebitamente l'autorizzazione, per la società 'Ngr Srl', per la trasformazione della discarica per i rifiuti inerti di Monte Carnevale, a nuovo sito di smaltimento dei rifiuti derivanti dal trattamento di Rsu della Capitale.

L'ORDINANZA - “Si tratta di un meccanismo criminoso, ben collaudato, estremamente pericoloso e pregiudizievole sia per la corretta e trasparente individuazione di un sito idoneo alla destinazione dei rifiuti solidi urbani della Capitale, che nella complessiva gestione degli interessi inerenti la gestione delle attività dedite allo smaltimento dei rifiuti e alla gestione delle discariche”. Lo scrive il gip di Roma Annalisa Marzano nell’ordinanza di custodia cautelare con cui ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Flaminia Tosini e Valter Lozza.

“I contatti e le aderenze che Flaminia Tosini e Valter Lozza possiedono, ciascuno nel settore di competenza, connotano di concretezza e attualità il pericolo che il protrarsi di illecite condotte possa sfociare in determinazioni amministrative ancor più pericolose per la collettività - si legge - (ad esempio destinando il sito di Monte Carnevale a discarica di Rsu della Capitale), così come il permanere della Tosini nell’ufficio pubblico da costei diretto sarebbe certamente foriero di indebite pressioni, di pregiudizievoli manipolazioni, di illecite determinazioni”.

“La corruzione (…) avrebbe una portata più ampia di quella descritta dal pm con riguardo alla individuazione delle utilità conseguiti dalla Tosini per il totale asservimento delle sue funzioni pubbliche agli interessi privati di Lozza. Si ritiene infatti che i regali di ingente valore (borse di Prada e bracciali di Cartier, viaggi di piacere) descritti nella imputazione, corrispondano alle utilità immediate e dirette percepite dall’indagata a fronte delle illecite azioni amministrative, ma che rappresentano la manifestazione esterna e palpabile dell’indebito arricchimento di Lozza con il quale la Tosini condivideva gli interessi delle società coinvolte dalle determinazioni regionali” scrive il gip di Roma nell’ordinanza di custodia cautelare.

“L’intero dipartimento della Regione Lazio, cruciale per la salvaguardia dell’interesse ambientale del territorio laziale, a causa delle condotte illecite poste in essere dalla sua dirigente, Flaminia Tosini, è stato totalmente ripiegato sugli interessi privati di Valter Lozza - si legge - L’indagata, pur ricoprendo un incarico piuttosto delicato, con una straordinaria astuzia e inconsueta disinvoltura, ha manipolato la procedura amministrativa volta alla individuazione della prossima discarica di rifiuti solidi urbani della Capitale e lo faceva ricorrendo ad indebite scorciatoie”.

"Gli innumerevoli servigi resi a Lozza, in dispregio di ogni minima regola di trasparenza e imparzialità della Pubblica amministrazione, hanno descritto una donna totalmente indifferente ai risvolti pericolosi delle sue illecite determinazioni, ma hanno anche delineato lo spregevole tratto affaristico che ha governato e orientato gli indebiti comportamenti del funzionario pubblico” scrive il gip Annalisa Marzano.

“Tutto ciò anche grazie all’astuzia e alla scaltrezza di Lozza, il quale, consapevole della carica apicale e strategica della Tosini, ne approfittava per un verso consolidandone la relazione affettiva mediante l’astuto ricorso a regali dall’ingente valore economico e su altro versante rassicurandola sulla condivisione dei profitti conseguiti” si legge nell'ordinanza.

"Il quadro probatorio raccolto nel corso delle indagini svolte ha svelato con sconcerto che il ciclo integrato dei rifiuti urbani della Regione Lazio è illecitamente monitorato e governato da Flaminia Tosini" scrive il gip, per il quale Tosini "nella qualità di direttore regionale della 'direzione politiche ambientali e ciclo dei rifiuti' anziché destinare le proprie conoscenze tecniche e le proprie funzioni all'interesse pubblico, e in particolare al bene pubblico per eccellenza quale quello della salubrità dell'ambiente, destinava il proprio ufficio e l'intero reparto dedicato al ciclo integrato dei rifiuti, nel quale si muoveva con straordinaria disinvoltura, agli interessi privati di Valter Lozza".

REGIONE LAZIO - "Abbiamo appreso dagli organi di stampa la notizia della misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti della direttrice regionale Flaminia Tosini, responsabile della Direzione Politiche ambientali e Ciclo dei rifiuti. Come previsto dal regolamento regionale, la dirigente è stata sospesa dal suo incarico in attesa di conoscere gli sviluppi dell’inchiesta avviata dalla Procura di Roma". Così, in una nota, la Regione Lazio. "Esprimiamo fiducia nell’azione della magistratura, auspicando che si faccia rapidamente luce su questa vicenda, e rinnoviamo l’apprezzamento nei confronti della direttrice Tosini, che saprà chiarire la correttezza del suo operato nel rispetto delle proprie funzioni".

PRESIDENTE COMMISSIONE ECOMAFIE VIGNAROLI- "Se sulle autorizzazioni del sito di Monte Carnevale sono stati commessi illeciti lo accerteranno i magistrati. Vorrei tuttavia sottolineare come la Commissione Ecomafie avesse la consapevolezza delle criticità ambientali legate a miniere e cave dismesse, tanto da aver avviato un’inchiesta su questo tema. Quanto accaduto questa mattina conferma l’importanza dell’argomento". Così in una nota il presidente della Commissione Ecomafie Stefano Vignaroli.

"La Commissione Ecomafie aveva notato fin da subito aspetti critici meritevoli di ulteriore approfondimento rispetto alla decisione di realizzare nella cava esaurita di Monte Carnevale la nuova discarica di rifiuti urbani di Roma. Un anno fa, a marzo 2020, alla vicenda erano state dedicate specifiche audizioni in cui era stata sentita anche la dottoressa Flaminia Tosini. Quanto emerso aveva confermato le perplessità della Commissione. Da qui la decisione di inserire Monte Carnevale tra i casi esemplari di approfondimento nell’ambito dell’inchiesta sugli aspetti ambientali legati a miniere e cave dismesse", prosegue Vignaroli.

"Nelle prossime settimane la Commissione approverà una relazione su un altro caso di smaltimento di rifiuti in una cava esaurita, quella situata nel parco naturale di Montioni, in provincia di Grosseto", conclude il presidente Vignaroli.

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