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Riforma delle pensioni in Francia, disordini e arresti

17 marzo 2023 | 08.07
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Darmanin chiede protezione rafforzata per funzionari eletti

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(Foto Afp)

Dopo gli ultimi sviluppi politici sulla riforma delle pensioni e le immediate contestazioni, in un messaggio indirizzato tra gli altri al prefetto di Parigi e ai direttori della polizia e della gendarmeria nazionale, il ministro dell'Interno francese Geral Darmanin ha chiesto l'adozione nei prossimi giorni di misure di protezione rafforzate per i funzionari eletti: "Nell'ambito della mobilitazione contro la riforma delle pensioni, i funzionari eletti, e tra loro i parlamentari, sono talvolta oggetto di minacce, offese o atti dolosi quali danni a beni o proprietà", si legge nella lettera citata da France Télevisions.

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"Ieri ci sono stati 258 arresti a Parigi", ha annunciato su Rtl Darmanin, commentando le manifestazioni che si sono svolte in tutto il Paese. "C'è stata una pressione estremamente forte contro i luoghi di potere in numerose città di provincia", ha affermato. "In totale, 310 persone sono state arrestate in tutta la Francia".

La tensione è tornata a salire ieri sera in tutta la Francia dopo che il governo ha deciso di porre la fiducia sulla contestata riforma. Il testo sarà considerato adottato dall'Assemblea nazionale francese dopo il ricorso ieri all'articolo 49.3 della Costituzione, a meno che - entro le 15.20 di oggi - non saranno state presentate una o più mozioni di censura. Una volta depositate, le mozioni dovranno essere prese in esame entro le 48 ore successive.

Diverse migliaia di persone si sono riunite ieri in piazza in molte città, a partire da Parigi dove alle 19 - a poche ore dall'annuncio proveniente dall'Assemblea nazionale - già seimila persone si erano raccolte su Place de la Concorde, secondo quanto appreso da Bfmtv da fonti della polizia. La manifestazione si è dispersa in serata dopo molti disordini e almeno 217 arresti.

Incidenti sono scoppiati a Rennes con 8 arresti ed altrettanti fermi disposti dalle autorità. Disordini anche a Nantes e Marsiglia, in una serata in cui si sono succedute le manifestazioni spontanee in tutto il paese, con centinaia di persone in piazza a Amiens, Lille, Grenoble, Dijon, Le Mans, Strasbourg, Mulhouse, Toulouse, Bordeaux e Besançon.

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