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Riforma Giustizia, Renzi: "Con Davigo contro non si può mettere fiducia"

28 settembre 2016 | 09.22
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Matteo Renzi (Fotogramma) - FOTOGRAMMA

"Il governo rischia sempre al Senato, questo Parlamento nasce dal fatto che nessuno ha vinto le elezioni - ha ribadito il premier - La vicenda è molto semplice; mettere la fiducia" dopo che "il capo dei giudici, il dottor Davigo, dice che questi provvedimenti sono dannosi o inutili, ho il dovere di ascoltarlo, è una persona assennata. Ci penso due, tre, quattro, dieci volte. Non possiamo mettere la fiducia" con "una posizione così dura dei nostri amici magistrati". Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ospite di Rtl 102.5, ha escluso che il governo porrà la fiducia al Senato sulla riforma del processo penale.

A chi gli ha chiesto se con la prossima manovra l'Italia rispetterà le regole europee, il premier ha poi risposto: "Che noia che barba, che barba che noia, sono tre anni che facciamo gli stessi discorsi. Ci sono delle regole che non condivido ma che rispetto, queste regole noi le rispettiamo tutte. Ancora una volta il deficit va giù, cerchiamo di fare le misure rispettose delle regole europee, ma lavoreremo per cambiarle".

"Negli altri Paesi nessuno si preoccupa di cosa dirà Bruxelles - ha spiegato Renzi - La classe dirigente italiana deve vincere questa subalternità culturale alle regole di Bruxelles". Il premier ha ribadito che "i soldi per Amatrice è evidente che stanno fuori dalle regole europee. Con che faccia diciamo agli italiani che non mettiamo i soldi per mettere a posto le scuole perché Bruxelles non vuole? Se io dicessi una cosa del genere sarei preso in giro e aiuterei tutti quelli che odiano l'Europa, i populisti e i demagoghi. I soldi per l'immigrazione siano fuori dal patto di stabilità" dopo "che ci hanno lasciati soli a gestire" il fenomeno.

Il premier è tornato poi sulla questione del Ponte sullo Stretto: "Essendo ospite dell'azienda che è in causa con lo Stato per il Ponte sullo Stretto e chiede un risarcimento per centinaia di milioni - ha spiegato il presidente del Consiglio - ho detto: 'Se il ponte diventa lo strumento per unire Milano a Palermo e si collega la Calabria e la Sicilia rimesse a posto, dopo che il percorso per la banda larga è terminato, non è che siccome l'ha detto Berlusconi è sbagliato".

"Questa cultura dell'odio - ha chiosato Renzi - non l'ho mai condivisa". Per il premier, Berlusconi "è uno dei leader più longevi", ma "verrà ricordato più per ciò che non ha fatto che per quello che ha fatto". "Ora - ha aggiunto Renzi - conduce legittimamente una battaglia" per il no al referendum "per rientrare in pista lui e D'Alema".

Il premier ha poi rivolto al suo predecessore "dal profondo del cuore" gli auguri per gli ottanta anni che compirà domani, ai quali ha aggiunto quelli per Pier Luigi Bersani che anche domani festeggerà il compleanno.

Sul tema pensioni, Renzi ha assicurato che "Ci saranno le misure e non dipendono dalla trattativa con Bruxelles. Non saranno certo le misure super, iper miliardarie che chiedono giustamente i rappresentanti dei sindacati. Ci saranno con la logica dei piccoli passi".

"Se uno vuole andare in pensione qualche anno prima rispetto alle nuove regole della Fornero - ha spiegato il presidente del Consiglio - potrà farlo accettando una piccola penalizzazione dello stipendio, non potrà farlo gratis. Non viene rivoluzionato il quadro della Fornero, però si permetterà qualche piccolo scivolo, qualche possibile anticipo. Le minime oggi hanno una sorta di quattordicesima, riusciremo a dare qualche soldo in più a chi prende la minima".

Quanto al referendum, Renzi ha sottolineato che "Se questo referendum non passa sarà un problema in più per l'Italia, se passa saremo più forti a livello europeo".

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