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Riforma giustizia, Renzi esulta: "Si chiude l'era Bonafede"

09 luglio 2021 | 16.14
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Ieri, con l'approvazione in Cdm della riforma Cartabia, "ennesima tappa del cambiamento voluto da Draghi"

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Con il via libera del Cdm alla riforma della giustizia, "ieri ennesima tappa del cambiamento voluto da Draghi, sostenuto anche dall'instancabile lavoro dei nostri parlamentari: si chiude l’era Bonafede". Così Matteo Renzi nella sua ultima enews, spiegando tra l'altro che "in 'ControCorrente' parlo anche di come Bonafede abbia combinato danni a tutti i livelli".

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"La riforma della giustizia segna la fine di Bonafede e io non mi vesto a lutto. Ieri pensavo che la riforma avesse qualche elemento su cui si potesse discutere, poi ho visto che oggi Bonafede l'ha attaccata a muso duro...evidentemente è una buona riforma", ha poi detto Renzi al convegno dei Giovani di Confindustria. "Macchè Vietnam. Il M5s è finito, morto, non glielo hanno detto, non lo sanno, lasciamoli fare", ha aggiunto.

"La riforma della giustizia di ieri è un passo in avanti gigantesco. Vedo Bonafede che non è d'accordo, mi sento meglio. Con Bonafede il sistema era barbaro, con la Cartabia civile", aveva spiegato poco prima a 'L'aria che tira' il leader di Italia Viva, mentre ieri - ospite di Stasera Italia su Retequattro - aveva detto: "La riforma Cartabia non è quella che sognavamo ma è finita l'era Bonafede. Oggi Cartabia sbianchetta Bonafede".

"Bonafede veniva in Consiglio comunale a Firenze sempre con una telecamerina, una volta mi seguì anche in bagno", ha affermato inoltre Renzi.

"Tutte le mediazioni che fa il Governo non è che cancellano il Parlamento" che "è sovrano". Quindi l'accordo sulla prescrizione che prevede una differenziazione dei reati "è un passo in avanti" rispetto alla riforma Bonafede, ma si può lavorare "per cambiare ancora", ha poi detto in serata, ospite di 'In onda' su La7. E per quanto riguarda l'esecutivo Draghi, "questo Governo nasce con una maggioranza amplissima, reggerebbe anche un'eventuale divisione. Comunque, i primi a non voler far finire la legislatura per motivi più o meno nobili, a cominciare dall'indennità, sono i parlamentari grillini. I Cinquestelle non faranno mai finire la legislatura in anticipo".

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