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Riforme, dal Senato via libera all'art.6 con 163 sì

05 ottobre 2015 | 15.10
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Diretta dal Senato

Il Senato ha dato il via libera all'art.6 relativo allo Statuto delle opposizioni, con 163 voti favorevoli, 85 contrari e tre astenuti.

Il voto è arrivato in serata dopo che nel pomeriggio il presidente Pietro Grasso aveva ammesso il voto segreto sull'emendamento Calderoli 6.910 relativo alle minoranze linguistiche. Il governo, con il ministro Maria Elena Boschi, ha espresso parere contrario a tutti gli emendamenti, ma sul quello del senatore leghista si è rimesso all'aula. Aula che poi ha respinto l'emendamento: i no sono stati 160, i sì 107, gli astenuti 2.

Nell'unico voto segreto ammesso dalla presidenza del Senato la maggioranza ha aumentato lo spread con le opposizioni. Se in occasione del primo voto segreto la differenza fu di 44 voti, oggi si è attestata su 55 voti (considerando che i due astenuti si aggiungono ai 160 contrari). Alla votazione sull'emendamento Calderoli, tra l'altro, mancavano all'appello i due senatori di Ala sospesi dai lavori, e quattro senatori Pd più due Ncd assenti giustificati.

Botta e risposta Bersani-Serracchiani - "Non mi preoccupo di Verdini e compagnia. Mi preoccupo del Pd e delle politiche di governo. Sembra che valori, ideali e programmi di centrosinistra si sviliscano in trasformismi, giochi di potere e canzoncine". Intanto scrive sulla sua pagina Facebook Pier Luigi Bersani. "Sembra, e non da oggi, che ci sia una circolazione extracorporea rispetto al Pd e alla maggioranza di governo -aggiunge l'ex segretario del Pd-. Tanta nostra gente pensa che sia ora di rendere più chiaro dove si stia andando, senza cortine fumogene, giochi di parole e battute assolutorie. Anch'io la penso così".

All'ex segretario replica Debora Serracchiani: "Non serve polemizzare ogni giorno, soprattutto all’indomani di una buona prova offerta da tutto il Pd”. Per Serracchiani, “il partito e il governo hanno fatto uno sforzo importante per tener conto di tutte le voci e lavorare così tutti insieme al bene del Paese. Questo impegno non verrà meno, ma occorre che ci attenga a un certo senso del limite: trasformismo e giochi di potere sono parole pesanti, che vanno pronunciate con molta ponderazione”.

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