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Riforme: Boschi, se Senato non da' fiducia no a elezione diretta

16 aprile 2014 | 16.21
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Se all'Assemblea di Palazzo Madama "non viene più attribuito il rapporto di fiducia" con il governo -"scelta che mi sembra ampiamente condivisa"- "è difficile immaginare un'elezione diretta" del Senato, perchè non ci può essere "stesso tipo di legittimazione" della Camera, "ma non stesso rapporto fiduciario". Lo ha spiegato il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, concludendo l'audizione in commissione Affari costituzionali della Camera sulle linee programmatiche del suo dicastero.

L'esponente dell'esecutivo ha poi spiegato che la proposta del governo non prevede un Senato "dei nominati", perchè i membri sindaci e consiglieri regionali hanno comunque "una legittimazione diretta attraverso il voto popolare" e avere "una seconda Camera che non ha un'elezione diretta, come avviene in Germania e in Francia, nulla toglie alla democraticità e alla democrazia".

Boschi ha comunque aggiunto che, fermo l'impianto fondamentale della proposta presentata dal governo, "saranno poi i Gruppi e i partiti a decidere quelle che saranno le modifiche e i miglioramenti da apportare a questo testo". Tra le possibilità di modifica, il ministro ha ipotizzato di ampliare la delegazione regionale per l'elezione del Capo dello Stato e "criteri correttivi ai 21" senatori "nominati dal Presidente della Repubblica". Infine il ministro ha registrato la "condivisione molto ampia sulla necessità di modificare la Costituzione in tempi rapidi, senza comprimere i tempi del dibattito parlamentare".

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