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Riforme: Fassina-Cuperlo-Civati, via pareggio bilancio da Costituzione

06 giugno 2014 | 19.14
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"La politica economica dell'euro-zona e le politiche economiche nazionali da essa dettate vanno radicalmente corrette", per questo il pareggio di bilancio in costituzione va modificato "nella discussione del disegno di legge di riforma costituzionale del Senato della Repubblica e del Titolo V della Costituzione" . Lo chiedono in una nota congiunta Stefano Fassina, Alfredo D'Attorre, Miguel Gotor, Walter Tocci, Vannino Chiti, Gianni Cuperlo, Pippo Civati, Cecilia Guerra, Andrea Giorgis.

"L'austerità e la svalutazione del lavoro, cardini della linea liberista e mercantilista dominante nell'euro-zona, dopo sei anni lasciano sul campo milioni di disoccupati in più, centinaia di migliaia di piccole imprese chiuse e debiti pubblici impennati e sempre più a rischio di sostenibilità. La variabile decisiva per alimentare l'anemica ripresa in corso, scongiurare la deflazione e la ristrutturazione del debito pubblico, oltre a una politica monetaria non convenzionale, è la domanda aggregata. Quindi sostegno in deficit agli investimenti per una politica di bilancio anti-ciclica", sottolineano.

Per questo, "va reintrodotta la cosiddetta golden rule nelle regole di bilancio inibita, anche per l'Italia, da una ideologica e irrazionale modifica dell'art. 81 della nostra Costituzione e dalla conseguente Legge 243 del 2012. Una modifica, tra l'altro, contraddittoria con la posizione del governo italiano che - sottolineano gli esponenti dem - a Bruxelles è giustamente impegnato per l'esclusione della spesa per investimenti produttivi dal calcolo del deficit". Modifiche che vanno inserite "nella discussione del disegno di legge di riforma costituzionale del senato della Repubblica e del Titolo V della Costituzione", intervenendo "sull'art. 81, attraverso l'approvazione di uno degli emendamenti presentati nei giorni scorsi da alcuni senatori del Pd, per consentire la possibilità di realizzare investimenti in deficit nel bilancio nazionale".

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