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Riforme: ecco documento Fi a Mattarella, sono un mostro giuridico

17 febbraio 2015 | 16.20
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Brunetta consegna memorandum-appello al Colle in 25 punti per spiegare le ragioni dell'Aventino azzurro alla Camera contro le riforme del governo Renzi. Nell'ultima parte del testo ci sono toni durissimi, sotto accusa è il Patto del Nazareno: ''Siamo difronte a un combinato disposto che non meriterà il rispetto di nessuno''

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Renato Brunetta

Le riforme costituzionali e l'Italicum danno vita a un ''combinato disposto'' che ci porta a ''un mostro giuridico'', che ''pregiudica i principi supremi della Costituzione'' e ''non meriterà il rispetto di nessuno, restando oggetto di contestazione perenne''. Il documento consegnato questa mattina da Renato Brunetta al capo dello Stato Sergio Mattarella in rappresentanza di Forza Italia è molto duro contro le riforme del governo Renzi. Si tratta di una sorta di memorandum-appello al presidente della Repubblica (come si legge nella versione definitiva) di dieci paginette, articolato in 25 punti, che nell'ultima parte si trasforma in un vero e proprio atto di accusa nei confronti del leader Pd, accusato tra le righe di aver tradito il Patto del Nazareno.

Il testo inizia soft (''La Costituzione di un paese e' l'anima della Nazione'') e poi, poco alla volta, assume toni sempre più critici. "Dal combinato disposto delle due riforme - si legge, infatti, al punto 18- è di tutta evidenza il prefigurarsi di una gravissima forzatura che potrebbe finire per pregiudicare persino i principi supremi della medesima Costituzione. Dovrebbe sollevare più di una preoccupazione il fatto che il nuovo sistema conceda il premio di maggioranza ad una sola lista e che la Camera, con i suoi 630 deputati possa senza difficoltà decidere a maggioranza in merito a tutte o quasi tutte le cariche istituzionali''. Il ''sistema complessivo -avverte Forza Italia- risulterebbe privo di bilanciamento".

"Una Costituzione che porta le cicatrici di una violenza di una parte sull'altra è una costituzione che ha fallito'', denuncia il testo, ricordando come ''la battaglia sulle riforme costituzionali e sulla legge elettorale'' abbia "una portata epocale. Oggi in discussione non è soltanto il rispetto delle norme sulla revisione costituzionale e sulla legislazione elettorale. Persino i totalitarismi nascono talvolta dal rispetto formale delle regole''.

(Adnkronos) - E' in discussione, sottolinea il documento, ''la legittimità storico politica dell'operazione in corso, per evitare che essa possa corrodere il senso di appartenenza e tramutarsi in una lacerazione divisiva. Nel contesto attuale'' la ''maggioranza formale non basta a riformare le istituzioni. Pur necessaria essa non è sufficiente. E non lo è perchè questa sarebbe la riforma di una minoranza che grazie a una legge elettorale che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima e' divenuta maggioranza solo sulla carta e quindi maggioranza di carta''.

Per Forza Italia, nella lettera consegnata da Brunetta al Colle, "la legittimazione ad operare del Parlamento attuale non è illimitata e piena. Il mandato parlamentare è limitato a conservare lo Stato fino a quando non sarà possibile il ritorno alla normalità di un parlamento legittimamente eletto. Conservare lo stato e non cambiarne i connotati mediante l'intervento costituzionale ai massimi livelli operato da una sola parte politica''.

Questo, si legge nel memorandum ''sarebbe un tradimento del mandato che grava su questo parlamento zoppo. Un mandato che può trasformarsi nel suo contrario quando questo cambiamento e' fatto da una sola parte contro tutto il resto''. Ma ''ancora più drammaticamente lacerante, fino a rasentare la crisi costituzionale, è la sommatoria tra riforma costituzionale e riforma elettorale''. Questo ''combinato disposto spiana la strada ad un orizzonte nel quale il momento più basso della legittimazione parlamentare nella storia della Repubblica produce il cambiamento più radicale degli ultimi 60 anni. E' una contraddizione stridente che ci consegna ad un mostro giuridico''.

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