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Rigopiano, la serie Ossi di Seppia ripercorre la tragedia

17 gennaio 2021 | 20.51
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(Adnkronos)

È il 18 gennaio 2017 quando l’hotel Rigopiano, un resort di lusso sulle montagne dell’Abruzzo, scompare improvvisamente travolto da una valanga, causando la morte di 29 persone. Nel giorno dell'anniversario della tragedia, la seconda puntata di “Ossi di Seppia” - la serie non fiction prodotta da 42° Parallelo visibile in esclusiva su Raiplay - ripercorre la vicenda attraverso i ricordi di Giampiero Parete, un cliente dell'hotel in vacanza con la famiglia che, per puro caso, riesce a non restare intrappolato sotto la valanga e a dare per primo l’allarme. Senza purtroppo essere creduto.

Ad accompagnare le sue parole, le immagini filmate fino a pochi attimi prima con il suo cellulare della neve che scende ininterrottamente, le foto e le riprese degli attimi che seguono la tragedia: le macchine infilzate come lance nella neve, l’hotel cancellato dalla slavina, fino all’arrivo tanto atteso dei soccorsi, e all’estrazione dei corpi, vivi e morti.

Quella di Rigopiano è la storia di una tragedia in cui l’impensabile diventa realtà fino a toccare il paradosso: chi dà l'allarme per primo, permettendo di salvare delle vite in più, non viene creduto proprio perché è testimone di un evento considerato impossibile.

Proprio il racconto dell’impensabile è uno dei fili conduttori di molte delle 26 puntate di “Ossi di Seppia”. Dall’omicidio di Giulio Regeni al disastro del Seveso del 1976, dalla morte di Davide Astori al metodo Di Bella, ogni episodio è una riflessione sul valore della memoria che ci porta, attraverso un linguaggio filmico emozionale e immersivo, a guardare con occhi nuovi non solo ai fatti che hanno segnato la storia del nostro recente passato, ma anche al presente.

«La lezione della maggior parte delle pandemie è che non lasciano nessuna lezione - spiega Mauro Parissone, direttore editoriale di 42°Parallelo - Ossi di Seppia lavora proprio su questa mancanza. Sulla possibilità di trarre un insegnamento dal passato che possa esserci utile per il futuro».

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