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Rimborsi ai risparmiatori, tempi più lunghi: si lavora per allargare platea

18 marzo 2016 | 17.56
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Banca Etruria - FOTOGRAMMA

Si allungano i tempi per gli indennizzi agli obbligazionisti subordinati vittime dei quattro salvataggi bancari di novembre, con l'obiettivo di ampliare il più possibile la platea dei risparmiatori interessati. A quanto apprende l'Adnkronos, le norme per i rimborsi potrebbero arrivare anche dopo le elezioni amministrative, diversamente dalla tabella di marcia indicata in Legge di Stabilità che fissava la scadenza del 30 marzo per un decreto ministeriale e un dpcm sugli indennizzi, che non necessitano tra l'altro del passaggio in Cdm.

Allo stato attuale, sembra che possa anche cambiare la natura del provvedimento e nel governo si ragiona sulla possibilità, seppur non necessaria, di varare una norma primaria sulla delicata questione con l'obiettivo di dare un messaggio più forte. Ma c'è anche chi all'interno dell'esecutivo segnala l'esigenza di dare un segnale, almeno con un provvedimento di indirizzo, entro il 30 marzo.

Il lavoro tecnico sul testo è terminato, ma restano i nodi politici legati alla volontà di estendere la platea dei beneficiari fino al 100% degli obbligazionisti subordinati truffati dalle 4 banche fallite, Etruria, Marche, CariFerrara e CariChieti. E l'eventuale estensione del bacino dei beneficiari comporta necessariamente un rafforzamento delle risorse pari a 100 mln del fondo 'ad hoc' previsto dalla Legge di Stabilità.

Che i ritardi sui rimborsi non fossero dovuti a problemi tecnici legati alla modalità degli arbitrati è emerso anche nella risposta inviata ieri dal commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager ad un'interrogazione al primo vicepresidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani. E' possibile "in casi specifici" per uno Stato membro della Ue "decidere di porre in essere un meccanismo di arbitrato affinché gli obbligazionisti possano chiedere un risarcimento per la potenziale vendita impropria di obbligazioni. Tale risarcimento dovrebbe essere pagato in primo luogo dalla banca che ha praticato tali vendite improprie", scrive Vestager, dando dunque di fatto la sua 'benedizione' alla partenza degli arbitrati gestiti dall'Anac, l'Autorità anti-corruzione guidata da Raffaele Cantone.

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