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Rinnovabili: dal rabarbaro la molecola per sistema accumulo energia

07 agosto 2017 | 11.57
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- vege - Fotolia

Un sistema di accumulo organico per le energie rinnovabili basato sul chinone, molecola presente nel rabarbaro e in altre piante. A svilupparlo è la start up Green Energy Storage, con un accordo in esclusiva per l'Europa con l'Università di Harvard.

I sistemi di accumulo progettati da Green Energy Storage fanno sì che l'energia prodotta da fonti rinnovabili possa essere utilizzata con flessibilità, risolvendo la non programmabilità di queste fonti e riducendo i costi. Le batterie fluide prodotte dalla start up sono diverse dalle batterie tradizionali basate sul litio: infatti sono utilizzate su impianti di grande scala, hanno costi minori, standard di sicurezza maggiori e non impattano negativamente sull'ambiente.

La start up raccoglie capitali sulla piattaforma di equity crowdfunding Mamacrowd, che consente di investire completamente online nelle imprese innovative italiane più promettenti. A fine maggio scorso, la raccolta in soli 55 minuti aveva raggiunto 250mila euro e in meno di 10 ore l’obiettivo stabilito di 500mila euro. Ora la start up, dopo aver superato il milione di adesioni grazie a 277 investitori e con le numerose richieste di ampliamento, ha deciso di estendere ufficialmente la raccolta a 1 milione di euro.

Green Energy Storage ha raccolto anche finanziamenti dall'Unione Europea, grazie al bando di Horizon 2020. Inoltre, Green Energy Storage ha siglato accordi di test con Sorgenia e Romande Energie e partnership per lo sviluppo del prodotto con Industrie De Nora, leader mondiale nella produzione degli elettrodi.

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