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Rischi per la ripresa economica, tre minacce per l'Italia

02 luglio 2022 | 07.19
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Fattori contrastanti circondano le stime di crescita del Belpaese

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Fattori contrastanti circondano le stime di crescita economica dell’Italia. Osservando il Belpaese e le sfide future, incombono almeno tre rischi sulla strada della piena ripresa: quali? Un’analisi di Politico.eu ha acceso i riflettori sull’Italia.

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Il primo è senza dubbio la questione energetica, cruciale per il nostro Paese. L’economia potrebbe contrarsi ulteriormente se la Russia, dopo aver ridotto i flussi di gas del 40%, decidesse di chiudere del tutto il rubinetto.

In tale scenario, il Pil scenderebbe in media di 2 punti percentuali nella zona euro, con i paesi più dipendenti dal gas - Germania e Italia - in maggiore pericolo rallentamento, ha affermato Taddei di Goldman Sachs. “Gli investimenti calano, i consumi calano e di conseguenza si entra in recessione”.

C’è anche il rischio intrinseco di un peggioramento dell’inflazione: più l’offerta si riduce, più i prezzi dell’energia aumentano.

Roma sta anche osservando la Bce, che dovrebbe inasprire la politica monetaria per contrastare l’inflazione dell’Eurozona: questo è il secondo rischio per l’Italia. La banca è orientata ad aumentare i tassi d’interesse a luglio, seguito da un secondo rialzo a settembre che potrebbe essere ancora più grande.

Questi piani hanno innescato turbolenze di mercato e il debito italiano è stato particolarmente colpito. La differenza tra Btp e Bund a 10 anni è salita a livelli mai visti dal 2020, suscitando timori a Roma che il famoso pericolo “spread” stia tornando.

Infine, c’è la trappola elezioni del 2023. Draghi potrebbe avere difficoltà a mantenere la maggioranza concentrata sull’agenda delle riforme e questo perché i partiti pare si stiano già muovendo in modalità campagna elettorale.

Il M5s si è spaccato, per esempio. La coalizione di partiti cosiddetti euroscettici di destra - Fratelli d’Italia e Lega - viaggia con quasi il 40% delle preferenze nei sondaggi. È improbabile che un Governo che attacca l’Ue si conformi volentieri alle richieste di Bruxelles di autocontrollo fiscale, il che potrebbe significare ulteriori problemi per l’economia, secondo gli analisti.

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